Tutta la comunità ne parla

Il corpo di David Bowie era ancora caldo e già in rete iniziavano a circolare notizie sulla sua morte e video per omaggiarlo. Giravano frasi a lui attribuite che tanto ricordano, però, i diari delle superiori: Jimi Hendrix, Bob Marley e chi più ne ha più ne metta diventavano autori di improbabili frasi e di ancora più improbabili pensieri, scambiabili all’occorrenza e in base ai possessori della “smemo” di turno. Ricordo ancora con terrore frasi attribuite al mito della mia adolescenza, Jim Morrison, che neanche un bambino di 8 anni si sentirebbe di pronunciare senza vergogna e che, però, continuavano a essere ostentate con fierezza. Tornando a Bowie, in tanti si sono sentiti in dovere di ricordare il Duca Bianco. Alcuni utenti, però, hanno criticato duramente i pecoroni ignoranti che, presi da un orgasmo da lutto, avrebbero biecamente seguito il triste gregge senza pensare, capire o sentire. Come se un mito come David Bowie fosse esclusivo appannaggio di alcuni, pochi pochissimi eletti, attenti bibliografi o critici musicali. Criticando i tantissimi che si sono permessi di postare una canzone, gli educatori del web non hanno considerato che quasi tutti abbiamo un ricordo legato a un suo pezzo (in 50 anni ne ha fatti un discreto numero); hanno completamente disconosciuto lo status artistico di Bowie (icona pop, tra le tante cose) perdendo di vista, inoltre, un aspetto pratico. Non è meglio alternare il solito menù di FB fatto dalle foto dei nostri figli mentre mangiano, bevono, espletano i loro bisogni, dei nostri cani, gatti e criceti, dei nostri pasti completi dall’antipasto al dolce o di bufale agghiaccianti con buona musica o video mozzafiato? Riguardo alle bufale: arrivano a promettere anche la guarigione dal cancro in una settimana e c’è gente che le condivide. Ebbene sì, però il problema è Bowie. Simbolo della nostra ignoranza e della nostra inesistente capacità di pensiero indipendente. In ogni caso meglio pecoroni ignoranti affascinati dalla bellezza e dalla grandezza che utenti con i paraocchi concentrati esclusivamente sul ciclo biologico degli abitanti del proprio giardino. Non è più bello, almeno per un giorno, pensare alla polvere cosmica? Alla vita su Marte? Allo spazio infinito? A vestiti luccicanti? Ad anni di speranza e di cambiamento? Non è più bello guardare in alto? Scusate, ora corro a smistare la differenziata e a pensare, come tutti, alle piccolezze e alle meschinità della vita quotidiana.

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