“The broken key” conquista le sale italiane

Magia, esoterismo e spiritualità alla ricerca della “Conoscenza”

SALICETO – “Un film non per tutti, che si presta a più di una chiave di lettura. Ambientato nel 2033 in una Torino magica e ricco di spunti esoterici è, a mio avviso, la ricerca della “Conoscenza” da parte dell’uomo che ha ormai perso la capacità di interpretare i segni, i presagi, calato come è nella sua visione tridimensionale e restrittiva dell’universo. Molte le citazioni erudite che spaziano da una Geraldine Chaplin, moderna Sibilla a Franco Nero che ricorda il personaggio de “I dieci re del mare” di Jacques e Pierre Mayol, a Wat Brand, il monaco de “La via del Wyrd” di Brian Bates . La scoperta traumatica dell’inadeguatezza della propria visione del mondo e la lotta contro il proprio io che si rifiuta di accettare l’incomprensibile e perciò non riesce a penetrarlo sembra essere il filo di Arianna del film. La narrazione lenta ed una splendida colonna sonora ricordano la recitazione cantilenante del Bardo Thodol”. La recensione di Ferdinando Piezzi ben rispecchia l’opinione di chi è andato a vedere nei cinema italiani “The Broken Key”, il film girato nelle location più misteriose del Piemonte, tra cui Saliceto, in primo piano per la facciata della chiesa di San Lorenzo, il bosco sacro e la grutta. Marina Zia, una delle comparse intervenute nelle sale di Piemonte e Liguria e “anima del film” è d’accordo con il pensiero di Andrea Vero del Langhet Village di Bergolo: “Questo film girato in parte a Saliceto, che peraltro conserva nella trama il suo nome originale, è un esempio virtuoso di come la determinazione nel portare a compimento il proprio sogno contro tutto e tutti, spesso pagando di tasca propria, alla fine faccia la differenza e scavi un abisso tra la povertà intellettuale di molti e la visione a più ampio respiro di pochi. Al di là della qualità cinematografica del film, sulla quale non mi esprimo, considero l’operazione degna di menzione perché è riuscita a portare le telecamere del Cinema con la “C” maiuscola in Alta Langa con un cast hollywoodiano di tutto rispetto. Si veda alla voce: Rutger Hauer, Geraldine Chaplin, Christopher Lambert, Michael Madsen, Franco Nero, Kabir Bedi, William Baldwin . Una parte delle riprese si è svolta a Saliceto dove i suoi meravigliosi ed esoterici monumenti – sconosciuti agli stessi “langhetti” – sono stati immortalati nella celluloide a futura memoria. La circostanza poi, che Saliceto abbia conservato il suo nome originale nella trama del film, è forse l’aspetto più importante e il vero colpo grosso della produzione cinematografica. In tal modo ogni spettatore d’Italia e del mondo conoscerà Saliceto e l’Alta Langa e sarà incuriosito dalla nostra storia e dalle nostre meravigliose colline. Far salire i turisti in Alta Langa è stato il primo passo. Incentivare i “langhetti”, che già vivono in alto, ad alzare lo sguardo per ammirare la bellezza del mondo al di là del proprio podere, sarà il secondo e decisivo passo”.

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