Sognare? Certo che sì!

Diventare calciatori di Serie A? Beh, è stato un po’ il sogno di tutti i bambini appassionati a questo meraviglioso sport. In genere i ragazzini che immaginano di diventare campioni come Del Piero, Ronaldo, Messi, Buffon, Pirlo, hanno cominciato a dare i primi calci al pallone attorno ai 6-7 anni. Quando scendevano in campo per affrontare le prime partite, la tensione li avvolgeva, come il calore del pubblico che sostiene la propria squadra del cuore. E’ chiaro che da piccoli le ambizioni sono diverse rispetto ad un ragazzo quasi maggiorenne o maturo. Mano a mano che si cresce ci si rende conto di quanto sia difficile raggiungere l’obiettivo di arrivare a certi livelli, per vari motivi tra cui: in primis le qualità e la fisicità che richiede ormai da tempo il calcio moderno italiano, l’impegno con la scuola e gli studi, le prime fidanzate, le serate con gli amici. Insomma, per diventare calciatori ad alti livelli ci vogliono diversi requisiti tra cui su tutti, la testa e la voglia di crederci. «Solo uno su mille ce la fa». Si sente dire in paese, beh forse questo è vero, ma rispetto ad un tempo i sogni dei bambini tutt’oggi vengono distratti. Distratti da chi dice che al giorno d’oggi se non si ha una buona situazione economica non si va da nessuna parte, da chi dice che in alto ci vanno solo coloro che sono raccomandati. Queste sono parole che possono essere espresse e comprese da adulto ad adulto, e non dette a un ragazzino ricco di sogni. C’è anche da dire che molti bambini smettono di “crederci” e di giocare al pallone per via delle parole sentite sugli spalti alla domenica, di come vengono insultati gli atleti dagli spettatori, di come possa essere violento a volte questa disciplina, di come viene trattato l’arbitro ogni volta che prende una decisione. Pugni sui seggiolini, petardi, insulti e cori razzisti. Per i ragazzi più sensibili tutto questo fa paura, anche perché non è più sport ma quasi una “guerra” ogni domenica. Lasciamo sognare i giovani, gli obiettivi cambieranno ma continueranno a credere in qualcosa di concreto, crescendo si accorgeranno di tutto da soli, nella speranza che in un futuro cambi qualcosa.

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