Presepe meccanico: si riaccendono le luci

 Ingranaggi, pastorelli e il bambinello: l’artigianato del presepe sotto ai riflettori. Il 23 dicembre aprirà i battenti il Presepe Meccanico, must dell’inverno e tradizione ventennale dell’Alta Valle. Più di cento statuine, scenografie e note natalizie faranno da contorno, come ogni anno, alla natività pluri-centenaria della chiesa di San Lorenzo. Una location rinnovata, un “cast” di personaggi pronti ad accogliere qualche novità. Novità intrise di valbormida, di arte vetraria e minuziosa inventiva. Non facciamo anticipazioni, vedere per credere. E tra notte e giorno, deserto e neve, ritroveremo panettieri, pastori, fabbri, massaie e contadini. Omaggi ad antichi mestieri, ai 2000 anni che ci separano dalla natività, ma anche a uomini in carne ed ossa: la statua del pescatore, ad esempio, è «in memoria di una persona cara e reale, un pescatore di Murialdo che oggi non c’è più». Le statuine , ormai più di un centinaio ,sono pure opere d’ingegno artigianale, realizzate negli anni da volontari zelanti e dalle idee innovative. Creazioni ricavate da materiali di recupero, vecchi elettrodomestici, lavatrici e pezzi auto-prodotti. Paolo Devincenti, Sergio ed Eugenio Icardo, Guido Odella e Andrea Ghisolfo: ecco i nomi dei volontari e artefici, i nostri eroi del Presepe. Grazie a loro Murialdo vivrà veramente un Natale… movimentato.

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