Piergiorgio Giacchino fa il punto sul caso ACNA- Valle Bormida

Continua la lotta dei sindaci per la “compensazione ambientale”

CAMERANA. Il presidente dell’associazione Ala (ex lavoratori Acna) e rappresentante dei sindaci Piergiorgio Giacchino fa il punto della situazione sul Caso Acna. Spiega: “In sostanza si è riaperta la questione dopo che era stata dichiarata conclusa nel 2010 da Ministero, Eni-Syndial, Regioni e Province. Ci sono voluti tre anni di denunce e pressioni per ottenere la Via che nessuno voleva: una procedura postuma, il primo caso in Italia, una nuova normativa che prevede di operare d’intesa con l’azienda. Senza il nostro contributo non sarebbe mai avvenuta, ma se Syndial si è lasciata convincere vuol dire che ritiene di poter guidare il processo a suo vantaggio, quantomeno a minimo danno. E’ una procedura rovesciata in cui si deve partire dallo status quo ante e valutare gli interventi di mitigazione attuati. Limitandosi alla sola Zona 1 del sito si rischia di valutare mere situazioni di cantiere (movimentazioni, polveri, rumori, odori… (è il mega lavoro cartaceo prodotto da Syndial sul quale le Regioni vengono “sentite” dal Ministero e il Piemonte “sente” noi). E’ necessario forzare tale impostazione allargando l’indagine al di fuori del muro di cinturazione come effetto diretto e collegato dell’accumulo interno (rilevamenti fuoriuscite dalla zona 2 “bonificata”, impossibilità di rilevamento fuoriuscite dalla zona 2, rebus acque meteoriche, clamorosi rilevamenti area Merlo, perdurante presenza molecole ex Acna nei sedimi alveo Bormida). L’utilizzo dei danni biologici sarebbe una prova riconosciuta con legge. Le osservazione a questa prima fase di “scoping” devono essere prodotte entro i 12 febbraio e sembrano aprirsi eventualità di “compensazione ambientale”, formula più attenuata e gradita a chi deve pagare (anche come entità, presumo). Il “danno ambientale” è temuto e resistito, anche in via transattiva, perché costitutivo di un precedente potenzialmente costosissimo, date le situazioni sparse nella penisola, alcune effettivamente ereditate da Syndial/Eni senza colpe pregresse. Il casino che abbiamo fatto ha comunque riattivato anche questo fronte: in merito il Ministero ha interrotto la relazione con Ispra e nominato come suo perito il dottor Angelo Robotto, direttore generale di Arpa Piemonte: chissà che possa significare qualcosa per noi. Le ipotesi di “compensazione” e “danno” non si escludono l’un l’altra, ma credo siano da evitare aspetti confliggenti, sia casuali che cercati ad arte. Non sono in gioco questioni di principio, ma non di meno un risultato onorevole. E il tempo non è amico”. E ancora: “Gli incontri con il direttore generale dell’Ufficio regionale Ambiente Roberto Ronco ed il suo staff (Ariano, Alessi, Porro, Garazzino) mirano ad approfondire e possibilmente armonizzare un confronto che può essere esigente ma non conflittuale, dati i rapporti istituzionali che non si limitano alla questione in esame”.

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