Persano, la guida verso la Prima Categoria

Ad inizio stagione nessuno l’avrebbe previsto: una squadra costruita in soli venti giorni, l’unica a dare del filo da torcere alla regina del campionato Letimbro. Si tratta del Calizzano di Persano, allenatore e presidente di un gruppo dal cuore giallorosso, che ha stupito tutti partita dopo partita, punto dopo punto, guadagnandosi la promozione in Prima Categoria. Sentiamo dal numero uno della società quali sono stati gli ingredienti che hanno reso possibile l’impresa.

Il Calizzano, una squadra nata in poco tempo che è riuscita a diventare la seconda forza del campionato e guadagnare la promozione, sorprendendo tutti. Qual è stata l’arma vincente?
«Sicuramente un gruppo molto coeso e affiatato. Dieci ragazzi della squadra sono di Calizzano e si conoscono da sempre. Anche se ci sono venuti a mancare figure importanti come Rasetto e Buscaglia che a causa di vari problemi personali e lavorativi sono stati presenti solo all’inizio del campionato».

Il gruppo ha dimostrato carattere e coesione anche non cedendo a pressioni ed eventi spiacevoli quali le dimissioni di Cordiale in pieno campionato…
«L’età media della squadra è abbastanza alta, la maggior parte dei giocatori ha l’esperienza e la maturità per affrontare certi episodi senza farsi abbattere. Il carisma dei veterani è dunque stato fondamentale per mantenere alta la concentrazione anche nei più giovani, non creando problemi all’interno degli spogliatoi».

Dalle statistiche si evince che il Calizzano si è guadagnato il premio come seconda miglior difesa del campionato, dietro solo il super Letimbro. Su quindici vittorie, sette sono state di misura, la squadra quindi durante la stagione ha preferito aspettare l’avversario per poi punirlo nel momento giusto.
«Non sono pienamente d’accordo, anche se è vero che il reparto difensivo si è comportato molto bene grazie anche all’esperienza dei giocatori e l’attacco poteva fare meglio. Il nostro obiettivo in ogni partita era gestire il gioco e poi attaccare quando gli avversari commettevano errori o ci lasciavano spazio per avanzare in porta.
Voglio sottolineare, però, che le carenze del reparto offensivo sono state dovute a defezioni, non solo non abbiamo potuto contare su Matteo Buscaglia, una punta pesante di categoria superiore, ma abbiamo dovuto fare i conti anche con gli infortuni di Mao, le assenze per lavoro e studio di De Luca e Persano e la posizione più arretrata di Salvatico, volta a coprire alcune mancanze a centrocampo. Potevamo sicuramente fare meglio data la qualità dei giocatori, ma non ho nulla da recriminare ai miei ragazzi, da quando sono subentrato in panchina, infatti, abbiamo perso soltanto la partita contro il Sassello».

Come sottolineato da lei precedentemente, il Calizzano è una squadra di veterani, per la prossima stagione avete intenzione di inserire qualche giovane in più?
«In questo campionato abbiamo avuto a disposizione Stegaru Rezvan, classe 1997, che si è comportato molto bene.
Sicuramente il prossimo anno, anche per rispettare le regole delle Prima Categoria, dovremo ampliare la nostra rosa con almeno cinque giocatori fuori quota. Il nostro compito di questi mesi sarà trovare giovani di spessore che potranno aiutarci nella nuova avventura».

A proposito della prossima stagione, come vede il futuro del Calizzano?
«Ho preso la decisione di non essere più il presidente di questa squadra, in quanto il salto di categoria prevede impegni economici, logistici e di tempo sicuramente più ampi. Ci auguriamo perciò di avere una risposta dal paese e in particolar modo dalle associazioni, dal Comune e dagli enti dal quale è possibile avere un supporto concreto per proseguire la nostra avventura. Vedremo se ci saranno le condizioni per continuare il mio lavoro sulla panchina del Calizzano. Intanto pensando al presente colgo l’occasione per ringraziare per il loro impegno e la loro dedizione tutto lo staff. Ezio Badano, Massimo Baccino, Riccardo Rocca, l’ex presidente Armando Bovero, il vice Giorgio Barberis (che quest’anno ha potuto festeggiare non solo la promozione del Calizzano ma anche quella del figlio Andrea, giocatore del Crotone, in Serie A), il magazziniere Massimo Santini e il massaggiatore “Pepito”, tutte figure che sono state per noi importantissime e ci hanno aiutato tutta la stagione nella nostra corsa verso la Prima Categoria».

Articoli correlati

Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *