Pd savonese: un Titanic con tante mani sul timone

La debacle del Pd alle amministrative di Savona è stata dirompente. Non solo perchè inattesa, ricalcando un copione già visto alle Regionali, ma anche perchè ha evidenziato la crisi di un Pd poco vicino alle gente, incapace di capire ed interpretare segnali, locali e nazionali, forse anche perchè preoccupato più delle lotte interne che di quello che succedeva fuori. La prima con- seguenza sono state le dimissioni del segretario provinciale, Fulvio Briano, la seconda l’immediato volteggiare, dopo il primo momento di choc, di fal- chi, colombe e magari qualche avvoltoio. A mente fredda, ecco il punto dello stesso Briano.
Commentando la sconfitta alle amministrative di Savona ha affermato che vi siete trovati in mezzo ad una “tempesta perfetta”. Ma non vi siete accorti dei nuvoloni all’orizzonte? E come commenta il fatto che Di Tullio abbia postato sulla sua pagina facebook il casuale ritrovamento
di un puzzle del Titanic?
Solo nell’ultima settimana prima del ballottaggio ho avuto la sensa- zione che le cose non volgessero per il meglio. L’elettorato del M5S ha preferito votare la Ca- prioglio, e quando si gioca in tre e due decidono di farti perdere, di norma ci riescono. Poi sono mancati dei voti di nostri elettori e sono certo che l’atteggiamento tenuto da Di Tullio nei 15 giorni prima del voto sia stato una delle concause della sconfitta. Non so se la foto del Titanic di Di Tullio possa essere un segnale, sicuramente quel Titanic lo ha timonato pure lui.
Così come non si è nascosto lavorando per la candidatura della Battaglia, allo stesso modo si è preso le sue responsabilità dimettendosi da segretario provinciale, e così pare voglia fare anche il segretario cittadino, Barbara Pasquali. Ma visto che è parso chiaro che, al di là degli ambiti specifici, questo sia stato un voto anche contro Renzi e il suo governo, non era lecito aspettarsi atti di altrettanta responsabilità e coerenza a livello nazionale nel suo partito?
Io in politica, come nella vita, ho sempre fatto le cose mettendoci la faccia senza fare troppi calcoli di convenienza. Credevo nel progetto di Cristina Battaglia e credo tutt’ora che fosse l’unico progetto con possibilità di vittoria per Savona. Il clima nazionale di certo non ha aiutato, e prima di capire cosa ha deciso Renzi bisogna attendere la Direzione Nazionale che si terrà a Roma venerdi prossimo. Quanto alla Pasquali le sue sono dimissioni finte e verranno respinte dall’assemblea cittadina. Se uno si vuole dimettere veramente lo fa come ho fatto io.
Certo che un Pd con soli 188 iscritti a Savona fa riflettere.
Questa è un altra concausa della sconfitta. Un PD cittadino con pochi scritti è altamente autoreferenziale. Alle primarie il buon 70% di quegli iscritti hanno votato per Di Tullio e le hanno perse… non mi sembra di dover aggiungere altro.
Ci saranno conseguenze anche in Val Bormida?
A Cengio nelle passate consultazioni il centro-sinistra ha tenuto per soli 3 voti; a Carcare le difficoltà sono evidenti; a Cairo per ora manca un suo “erede” anche se avete il vantaggio che sul fronte opposto sono messi ancora peggio. Gli scenari della politica cambiano da una stagione all’altra. Non sappiamo come il PD reagirà a questa tornata elettorale e se saprà tornare ai livelli delle elezioni europee. Per dare giudizi sulla Valbormida bisogna at- tendere ancora qualche mese continuando a predicare una unità tra i vari circoli che sa- rebbe molto utile anche in vista delle prossime tornate amministrative.

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