#needyouproject: alla ricerca di un’economia collaborativa

Needyou Project”: l’economia della fiducia sperimentata da due giovani neolaureati convinti che il futuro dell’economia non risieda nella competitività e nell’aumento dei profitti, ma nella cooperazione incondizionata fra individui volta a raggiungere il soddisfacimento dei bisogni di ciascuno.
Da alcuni mesi, Mattia D’Arienzo e David Galvagno stanno studiando questa nuova forma economica ed il 29 agosto scorso sono partiti per un viaggio che toccherà più parti d’Italia, cercando giorno per giorno ospitalità, condividendo idee e competenze.
“L’idea è nata ispirandoci a un progetto di dimensione globale che ci ha molto appassionati – spiegano i due neolaureati – Analizzandolo e dedicandoci un capitolo di entrambe le nostre tesi abbiamo potuto coglierne pregi e difetti. Si tratta del progetto Venus, un radicale cambiamento socio-economico su scala globale che non prevede il denaro come metro di scambio, ma un libero accesso alle risorse spartite equamente per tutti gli abitanti del pianeta in base ai loro bisogni. Per quanto nobile sia lo scopo e ambiziosi gli obbiettivi siamo giunti entrambi a dire che la sua realizzazione pratica sia pressoché improbabile all’interno di questo periodo storico. Da qui l’idea di partire da qualche gradino più in basso, poter fare qualcosa di credibile, e quindi dando background accademico e dimostrabile, avendo come missione quella di sensibilizzare le persone. Il nostro modello economico può essere applicato anche all’interno di quello attuale, nelle cose di tutti i giorni. Pur escludendo l’utilizzo di denaro, l’economia del bisogno favorisce una forma di aiuto incondizionato fra gli individui. Quindi possiamo dire di aver messo in pratica le nostre conoscenze accademiche per creare qualcosa che sia in grado di incidere e probabilmente modificare la società in cui siamo immersi – proseguono – Oggi l’economia è una economia monetaria basata su un sistema finanziario di dimensione planetaria. Tutto ciò viene realizzato nella forma capitalistica. Con la terza rivoluzione industriale, inoltre, il paradigma del sistema è passato da “produzione” (post seconda rivoluzione industriale) a “consumo”, quindi è il dominio del consumismo sfrenato e necessario per evitare l’esclusione sociale. Questo ha portato alla competizione tipica del capitalismo globalizzato degli ultimi vent’anni, da quando siamo in crisi sia dal punto di vista sociale che da quello economico. I numerosi tentativi di associazione e cooperazione internazionale sono sempre stati belli dal punto di vista teorico ma mai realizzati e messi in pratica a dovere. L’attuale sistema economico, così com’è, non potrà funzionare all’infinito. Anzi, le continue crisi ne sono una prova evidente, i continui tentativi di non voler abbandonare questa strada anche. Un cambiamento è auspicabile e può essere attuato attraverso un diverso approccio ai problemi che il modello economico attuale dimostra. L’economia in sé è una parte fondamentale della nostra esistenza ma non è un obbligo perseguire un sistema che vede la sua applicazione portata all’esasperazione, indicando la via del consumo come unica alternativa da perseguire anche quando la produzione ha superato la richiesta. Avendo a disposizione 20 giorni e volendo toccare più parti d’Italia per poter assaporare le varie differenze culturali che il nostro stato racchiude il percorso sarà questo – concludono – la prima tappa sarà Genova, da dove punteremo per la toscana, in seguito Umbria, Lazio, Campania per poi passare sul versante adriatico. Molise, Abruzzo, marche Emilia per poi deviare verso casa. Per quasi tutte le regioni cercheremo di toccare sia una città che qualche centro abitato più piccolo.”
Il viaggio viene documentato quotidianamente sulla pagina Facebook #needyou project, su You Tube ed Instagram attraverso foto, flash news ed interviste per mezzo di una approccio scientifico atto a spiegare e condividere con i followers l’ambizioso progetto.

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