Murialdo e Schweich, i gemelli diversi nel segno dell’Europa

On the road. Sulla strada. E’ sulla Römischen Weinstrasse che nasce la Festa del Vino Romano, ed è sulla strada che quaranta murialdesi hanno trascorso quindici ore di viaggio per arrivarci. Trattasi della 22° celebrazione dello storico gemellaggio tra i due paesi, uno piccolo e italiano , l’altro tedesco ed eccellenza della viticoltura e del turismo. La delegazione di Murialdo ha soggiornato a Schweich dal 4 all’8 maggio visitando , tra le altre cose, le Miniere di Ardesia di Fell, i panorami alberati di Saarburg e gli edifici romani di Treviri. Un viaggio nella Renania Palatinato culminato con la partecipazione alla rinomata Römischen Weinstrasse Fest. Quattro giorni a base di vino, nella qualità locale Riesling, e degustazioni, in cui si è assistito all’elezione della Regina del Vino Romano 2017. La vincitrice, Senta Schmitt , e le sue principesse hanno presenziato ad un pranzo di gala con le autorità tedesche e murialdesi. Nell’occasione il sindaco di Schweich Christiane Horsch ha consegnato ai “gemelli” italiani un assegno di 600€ in aiuti per la recente alluvione. La burgermeister si è dichiarata «raggiante al pensiero di una nuova delegazione di ospiti», ed ha commentato:«L’idea di un aiuto economico è nata sotto Natale. I consiglieri del Comune di Schweich, messi a parte degli eventi alluvionali, hanno approvato all’unanimità un piccolo atto di solidarietà. Speriamo di contribuire alla ricostruzione del campo sportivo di Murialdo». Il sindaco di Murialdo Ezio Salvetto ha reso onore ai padroni di casa:«Più che fratelli gemelli ci sentiamo quasi adottati. Ancor più alla luce della forte sensibilità dimostrataci nel post-alluvione. Se altre realtà italiane sperimentassero esperienze simili, sono sicuro che ci si penserebbe due volte prima di dire “usciamo dall’Europa”». Parole che fanno riflettere sul significato profondo di questo gemellaggio. Harald Bartos, borgomastro “originale”, artefice del gemellaggio insieme all’allora sindaco di Murialdo Cravea ci dà una manoLa chiave sono le persone. L’imperativo è coinvolgerne un numero sempre più ampio. Più amicizie creano più connessione. La connessione crea idee. Così lo scambio può andare oltre la cortesia reciproca: possono nascere progetti imprenditoriali comuni, o nuovi flussi turistici e di villeggiatura. Al contempo i giovani italiani potrebbero avere la possibilità di venire qui ed imparare i nostri canoni stilistici, la nostra tecnica, il nostro modello di business. Sono soddisfatto della nostra “creatura”, sono ancora più curioso di conoscerne gli sviluppi futuri».

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