Murialdo, Cengio, Roccavignale, Millesimo e Cosseria dicono sì

La “questione migranti” è una tematica molto discussa e una realtà che deve essere affrontata: per questo motivo cinque comuni della Val Bormida, Murialdo, Cengio, Roccavignale, Millesimo e Cosseria (per un totale di settantasette profughi) hanno deciso di presentare insieme un progetto per aderire allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Il Comune di cairo, invece, corre da solo.
Attualmente il sistema di gestione dei profughi che opera sul territorio è in mano al Cas (Centro di accoglienza straordinaria) e, quindi, alle cooperative ma, se la Prefettura accettasse i progetti, la gestione andrà direttamente al Comune. Inoltre, verrebbero erogati cinquecento euro per ogni profugo e si attiverebbe la clausula della salvaguardia: non arriveranno altri profughi.
«Una realtà così importante deve essere controllata dal Comune» spiega Amedeo Fracchia, sindaco di Roccavignale: «Se vincessimo il bando avremmo comunque bisogno di una collaborazione comune – cooperativa: la coop si occuperebbe dell’aspetto operativo mentre il Comune avrebbe il controllo della gestione. Il progetto che abbiamo presentato durerà tre anni ed è volto al recupero delle antiche strade attraverso la collaborazione con i profughi: all’interno vi sono alcuni preventivi per l’acquisto un escavatore agricolo che rimarrà poi al comune e verranno coinvolti i ragazzi nei lavori». L’eventuale vincita del bando permetterebbe al comune di attingere al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (FNPSA). A Cosseria la decisione di aderire al progetto è dettata sia dall’esigenza di limitare il numero di migranti sia dalla necessità di avere i cinquecento euro, come si suol dire “mal comune mezzo gaudio”. Commenta il sindaco Roberto Molinaro: «Con la gestione diretta si può dare sostegno anche alle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese.
Purtroppo, il Comune e i servizi sociali non riescono a sopperire a queste esigenze e con quei soldi si cercherà di aiutare sia i migranti che le famiglie. Inoltre, finalmente, si limiterà la libertà di lavoro delle cooperative, in quanto sono state riscontrate parecchie problematiche». Cengio e Murialdo puntano tutto sull’integrazione attiva e utilità della manodopera: nel comune di Cengio l’obiettivo è di dare agli ospiti un’infarinatura generale, in modo che sappiano fare un po’ di tutto: «Vogliamo insegnar loro a mantenere l’arredo urbano, quindi potare le piante, pulire le cunette, la manovalanza in generale» spiega il sindaco Sergio Marenco: «Inoltre, abbiamo deciso di destinare la somma elargita per ogni profugo tutta nel sociale: famiglie in difficoltà, borse di studio ma anche aumentare l’assistenza domiciliare a chi ne ha bisogno».
Per quanto riguarda un’eventuale collaborazione coop – comune la situazione è chiara: «I cinque comuni hanno deciso di partecipare al bando insieme a tutte le cooperative presenti sul territorio e chi vince, vince».
Anche il sindaco di Murialdo Ezio Salvetto spiega: «A Murialdo c’è sempre stata una collaborazione positiva tra la cooperativa che opera sul territorio e il comune e dovrà continuare a esserci.
Ma è arrivato il momento che sia l’amministrazione a occuparsi direttamente dei migranti».
Infine, anche a Millesimo le motivazioni sono simili, conclude così il primo cittadino Pietro Pizzorno: «In questo modo si potrà entrare nel sistema e di gestire la situazione e non di subirla, come sta succedendo con l’attuale sistema (Cas). Il nuovo sistema prevede la partecipazione a un bando e l’elezione di un vincitore: cooperative e comune saranno obbligate a collaborare e non si può parlare di inconciliabilità fra i due organismi». Si può dedurre che ormai il problema accoglienza c’è e bisogna affrontarlo in modo attivo e propostitivo, come tentano di fare i cinque comuni.

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