Multe e polemiche per il volantino ironico

Una multa da 460 euro per l’utilizzo abusivo dello stemma comunale. Le conseguenze dell’affissione del volantino in cui si ironizzava sulla proposta del sindaco Paolo Lambertini di cambiare il nome a Corso Stalingrado poiché “vetusto”, non sono state indolore per il cittadino cairese che ha immediatamente pagato la sanzione. Rapida la reazione dell’opposizione che, attraverso la pagina facebook di “Cairo Democratica” ha denunciato l’accaduto: “Apprendiamo dal giornale che, grazie a un lavoro di intelligence, è stato preso chi ha osato con un volantino scherzoso dire la sua sull’assurda idea di cambiare il nome a delle vie già esistenti. È stata commessa un’infrazione, vero! Ne esistono però di più gravi e più serie su cui impegnare risorse. Un esempio per tutti parcheggiare nel posto disabili senza averne diritto. Ben 460 € di multa, per il grave affronto, sono state comminate. Per ottenere questo risultato è stato messo in campo un dispiegamento di forze ed energie da parte dell’Amministrazione. Spero che vengano utilizzati anche in occasione di fatti ben più gravi e non solo perché in questa occasione si dava voce contro a chi ora amministra. Verrebbe voglia di organizzare una colletta”. Precisa il consigliere di opposizione Alberto Poggio: «L’idea della colletta era provocatoria poiché l’atto commesso è effettivamente un reato, ma proprio leggendo i commenti al post su facebook, si registra la disponibilità all’iniziativa che, comunque, come gruppo politico non intraprenderemo poiché, ripeto, l’utilizzo della stemma comunale a uso improprio è un illecito. Sarebbe bello se il sindaco Lambertini decidesse di ridurre o annullare la sanzione per distendere gli animi e per mettere la parole “fine” a questa storia, francamente molto secondaria per la cittadina. Inoltre, siamo a conoscenza di casi in cui eventi avvenuti con modalità simili, vedi a Sori, hanno ricevuto dalle amministrazioni “attaccate” risposte ironiche. Lo stesso sindaco Chebello, ai tempi della ricostruzione di Piazza della Vittoria, era stato criticato proprio tramite un volantino appeso nelle vie di Cairo. La sua risposta era stata scherzosa e certamente non aveva avviato un’attività investigativa per scoprire i colpevoli. Proprio questa amministrazione, che sostiene di ispirarsi a Osvaldo Chebello, avrebbe potuto ispirarsi anche nel tipo di riposte da dare ad atti di questo tipo: non offensivi, ironici e goliardici. Infine, non vediamo la stessa severità per quanto riguarda le deiezioni dei cani che i cui padroni, indisturbati, continuano a lasciare lungo le strade; senza parlare, poi, della pratica grave e incivile di parcheggiare nei posti riservati ai disabili». Immediata la riposta del vice sindaco Roberto Speranza, che dichiara: «Sono assolutamente d’accordo nel dedicare la giusta attenzione alle infrazioni. Noi abbiamo contestato l’utilizzo improprio del logo del Comune di Cairo Montenotte per comunicazioni non ufficiali e non indicate dall’Amministrazione Comunale: avremmo potuto procedere con azioni anche contro il gesto in sé ma abbiamo deciso di non farlo.

Non è stata attivata nessuna indagine particolare: la persona artefice del volantino è stata ripresa dalle telecamere e, poco dopo, la stessa persona ha pubblicato sui social network riguardo al fatto. Noi non abbiamo percepito denaro e i vigili coinvolti erano in orario di lavoro. Penso che ai tempi di Osvaldo Chebello non si potesse accedere a tutta la tecnologia che abbiamo ora, quindi non credo sia pertinente o corretto fare paragoni: bisogna contestualizzare».

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