L’infinita crisi greca

Sembrerebbe che i greci abbiano discusso, nuovamente, con la troika un piano finanziario di riforme, ma ne abbiano mandato all’Eurogruppo, un altro:segno di quanto la situazione in Grecia sia confusa e difficile. Lo dice una fonte Ue al Wall Street Journal ,spiegando lo stato dei negoziati greci in vista dell’eurogruppo a Bruxelles. Il documento greco di 36 pagine, di cui il giornale statunitense ha ottenuto, “stranamente” una copia, è intitolato: “La ripresa greca”, ma soprattutto non contiene le riforme promesse a livello di discussioni tecniche a Bruxelles. Nonostante ciò, ad Atene, il primo ministro greco, Alexis Tsipras, è ottimista sulla chiusura di un accordo con i creditori istituzionali (Ue, Bce e Fmi) che consenta di riprendere i finanziamenti necessari ad Atene per uscire dall’attuale crisi di liquidità. Fonti vicine alla trattativa, sentite dall’agenzia Reuters, smorzano però l’ottimismo manifestato dal presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem e dal commissario Ue agli Affari Economici, Pierre Moscovici, affermando che ci sono ancora forti distanze su punti quali le riforme delle pensioni e del mercato del lavoro, sulle quali Atene non intende cedere. Intanto l’economia ellenica manda segnali preoccupanti: i prezzi al consumo greci ad aprile sono scesi del -2,1% su base annua. Segno evidente di un paese in pesante deflazione, generata da un crollo dei consumi interni. Torneremo, presto sull’argomento, per capire meglio di come e perché dopo la crisi del 1929, quella ancora in corso, sia stata generata dalle stesse cause di allora, negli stati Uniti. Vale a dire le deregolamentazioni selvagge di cui da Donald Regan in avanti tutti hanno colpa.

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