L’incredibile forza di un sorriso

Una vita apparentemente perfetta, minuziosamente programmata, scandita da una sequenza ordinata di impegni. Questo è Paolo, o almeno questo era Paolo, prima che un sorriso irrompesse all’improvviso e con la potenza di un tornado spazzasse via ogni sua certezza, rimettendo tutto in discussione. E’ da qui che ha inizio la meravigliosa storia d’amore e di coraggio raccontata dalla scrittrice ed infermiera Giuliana Balzano nel suo ultimo lavoro “Ci vorrebbe un dio per tutti”.  Siamo in una Genova riscaldata dal sole estivo. Paolo, impiegato di banca quarantunenne, conduce una vita senza rapporti e stimoli autentici. Ha un buon lavoro certo, ma ha ormai perso la voglia di emozionarsi e di sorridere. Non si è mai innamorato, trascorre poco tempo con i genitori pur abitando accanto a loro e da anni non ha più alcun contatto con il suo migliore amico. Un pomeriggio però, senza troppa voglia accompagna la madre in ospedale per fare visita alla zia ricoverata ed ecco che accade l’incredibile. Nella stessa stanza, una donna in procinto di ricevere l’estrema unzione inspiegabilmente alza la mano e lo saluta sorridendogli affettuosamente. In quel momento dentro Paolo si scatena una sorta di terremoto, un istintivo e magnetico interesse verso la signora, che scopre chiamarsi Enrica e che lo spinge a partecipare anche al suo funerale.  Piano piano tutto cambia ed è come se a Paolo fosse fatto dono di vedere finalmente il mondo, quello vero. Per la prima volta conosce l’amore, quello con la A maiuscola, grazie ad Aurora, figlia della signora Enrica, che in punta di piedi, con dolcezza e discrezione diviene la sua compagna, rimanendo però sempre sullo sfondo e permettendogli di vincere da solo le sue battaglie e di volare fino in Belgio per ricucire il rapporto con l’amico fraterno Sandro aiutandolo a superare il momento più difficile della sua vita.
Nel susseguirsi della vicenda nessun personaggio è casuale. Ognuno occupa un posto preciso nella narrazione, fa la sua comparsa e quando ha esaurito il suo “compito” abbandona la scena. Le figure principali sono quasi tutte ispirate all’esperienza ed al vissuto dell’autrice. Per dare “vita” a Paolo, Giuliana si è infatti ispirata ad una persona che veramente ha assistito al miracolo del sorriso, l’artista di strada Sandro, che indossa un naso rosso e sale sui trampoli per strappare un sorriso alle persone, ricorda i volontari che ogni giorno sono nelle corsie degli ospedali per alleviare il dolore di chi soffre e Giovanna, la giovane compagna di viaggio che Paolo conosce in aereo, incarna la personalità giovane e fresca di sua figlia. Molto toccante è la figura di Naelle, che assiste i malati presso l’ospedale belga dove è ricoverato Sandro. Quest’infermiera dolcissima ed al contempo straordinariamente forte, con un passato dolorosissimo rappresenta tutte le donne vittime di violenza e trasmette loro un messaggio di riscatto e speranza. Non manca un personaggio “esterno” alla narrazione, un occhio vigile e razionale, che segue la storia senza intervenire mai direttamente se non in modo marginale ed è il notaio, con il quale Giuliana ama identificarsi. Egli, una volta scoperto di essere affetto da una malattia incurabile, decide di lasciare il suo patrimonio a chi ne ha veramente bisogno ed osserva i “movimenti” dei protagonisti sempre un passo indietro, quasi facendo attenzione a non essere visto. Lo stile di Giuliana è limpido e brillante, ma da ogni riga emergono i sentimenti ed il grande cuore di un’infermiera che quotidianamente vive la sofferenza delle persone e si pone al loro servizio con amore e dedizione. Al di là di tutti i valori di altruismo e riscatto che permeano l’intera narrazione, questo libro ci insegna che nessuno si salva da solo. Tutti noi abbiamo bisogno di una mano tesa in nostro aiuto nei momenti di difficoltà. Il vero coraggio sta nel riuscire ad afferrare con decisione quella mano, senza avere paura.
Valentina Oddera

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