L’idea di Franca Mattiauda: una cooperativa per il territorio

L’unione fa la forza: il proverbio più antico del mondo può creare lavoro? Cercasi risposte a Bardineto, dove il sindaco Franca Mattiauda è attratta da una fascinosa possibilità: una cooperativa di comunità in Alta Valle. Un nuovo soggetto collettivo in grado di sostenere attività sul territorio: nel turismo, nell’agricoltura, nell’ambiente. «Il progetto è poco più che un embrione – spiega la Mattiauda – in settimana consulteremo degli esperti per verificare la fattibilità. Ci rivolgeremo a Legacoop Liguria, che si occupa da tempo di queste realtà». L’occasione è ghiotta: le cooperative di comunità sono estremamente versatili e innovative. Non devono sottostare ai vincoli e agli scopi delle società, non sono inquadrate normativamente a livello nazionale. Soprattutto, mettono al centro una cosa sola: i cittadini. Motivi sufficientemente validi per farci più di un pensierino:«I nostri piccoli comuni pullulano di attività ed eccellenze che stentano ancora a produrre reddito. Sono miniere d’oro che la cooperazione può aiutarci a sfruttare, aumentando i servizi e il benessere generale. Nel turismo la materia prima non manca. Visite guidate e progetti di albergazione diffusa sono solo alcune possibili strade: che dire dell’outdoor? Ogni giorno riceviamo conferme sul nostro patrimonio, non ultimo,ad esempio, la bandiera gialla che ha ricevuto recentemente la nostra area camper. Del settore agricolo non parliamone: di terreni incolti ne esistono a volontà». Dunque si tratta anche di lavoro, con un pensiero al “girl power”- il potere femminile- cavallo di battaglia della sindaca:«Penso soprattutto a tutte quelle donne che non possono o non vogliono ambire a impieghi a tempo pieno, magari a chilometri e chilometri di distanza da casa. La cooperativa potrebbe garantir loro un reddito minimo e un lavoro comodo. Detto questo l’opportunità può valere per tutti: non dimentichiamoci i giovani, i ragazzi e le persone disoccupate». La strada è tracciata, l’obiettivo è «fare rete». Un sogno mai domo nella mente di Franca Mattiauda:«Al più presto predisporremo un incontro pubblico per verificare l’interesse della comunità. Il nuovo soggetto riceverà supporto, agevolazioni e input dalle istituzioni, ma sarà la collettività a deciderne le sorti. Si lavora mattone per mattone, più competenze e personalità aderiranno, più ci saranno margini di crescita. Perché no, anche a livello di comprensorio. I modelli di successo non mancano, anche in Liguria: valuteremo, chi vivrà vedrà».

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