L’eredità di Shakespeare

Sono trascorsi quattrocento anni dalla sua scomparsa ma William Shakespeare è ancora protagonista indiscusso della cultura letteraria mondiale, grazie all’attualità delle sue opere e ad un linguaggio straordinariamente ricco, raffinato, unico.
Le fonti delle sue commedie e tragedie, da sempre rappresentate in tutto il mondo sono molteplici. Egli infatti ha saputo attingere alla tradizione del teatro popolare inglese ma anche alla cultura italiana, a quella greca e persino a novelle spagnole, arabe e latine, rielaborando poi spunti e temi con eccezionale originalità.
Dotato di ineguagliabile capacità nel comprendere e sondare la complessità della natura umana, il grande drammaturgo inglese ha portato in scena sentimenti, passioni e debolezze universali, tanto reali da costituire lo specchio degli uomini di tutti i tempi.  Proprio grazie alla sua spiccata sensibilità ha dato vita ad un teatro interamente giocato sui contrasti: amore e odio, razionalità e pazzia, realtà e immaginazione.
I personaggi di Shakespeare “parlano” una lingua nuova. Ognuno di loro “si racconta” avvalendosi di un registro innovativo, immediato e concreto, che mette a nudo la sua personalità e le sue debolezze e gli permette di “comunicare” direttamente e senza filtri con il lettore.
Per celebrare lo storico anniversario della sua scomparsa, lo scorso 23 aprile il British Council ha stilato un ricco calendario di eventi, tra cui il lancio dell’hashtag chiamato “Shakespearelives”.  Tutto il mondo ha voluto ricordare questo grande autore senza tempo con tournée teatrali, convegni, festival internazionali ed iniziative di ogni tipo e persino con una moneta da due sterline raffigurante simboli ricorrenti nell’immaginario shakespeariano e nelle sue opere più amate, quali la corona, la spada, il teschio e la rosa.
Dopo quattrocento anni Shakespeare è più “vivo” che mai. Possiamo trovare la sua eredità ovunque, dai teatri, al cinema, su internet e le sue numerose frasi, citazioni ed aforismi sono ormai entrate nel linguaggio comune.
Egli ci ha lasciato 37 testi teatrali, 154 sonetti ed una serie di altri poemi, dalla celeberrima “Romeo e Giulietta”, a “Sogno di una notte di mezza estate”, ai grandi drammi dialettici e storici, quali “Otello”, “Amleto” “Macbeth” e “Re Lear”.
La modernità di Shakespeare non sta soltanto nell’inimitabile abilità di rivelare, servendosi dei suoi personaggi, le diverse psicologie e peculiarità degli esseri umani, ma nell’innata capacità e naturalezza di mostrare quell’affascinante e spesso sfumato confine tra realtà e sogno.

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