“Le tre signore”

Cos’hanno in comune una maestra elementare, una contabile sgraziata e un’artista di buona famiglia? Niente… O forse tutto? Una cosa è certa: nemmeno gli abitanti di Folasca sanno rispondere, ma dopo anni Emilia, ereditando la casa di zia Olimpia, svelerà l’arcano!
Di cosa stiamo parlando? Ma è ovvio! Di “Le tre signore”, il nuovo romanzo di Irene Schiavetta, musicista ed insegnate di pianoforte al conservatorio di Cuneo, cairese d’origine e savonese d’adozione, che a pochi giorni dall’uscita, si è classificato tra i libri più venduti alla Feltrinelli di Savona. Un risultato eccellente che ha confermato il grande talento dell’autrice che già in passato aveva pubblicato alcuni libri.
“Ho sempre amato scrivere, attività che posso fare nei ritagli di tempo e che, contrariamente al pianoforte, non disturba i vicini – ha affermato la scrittrice – Sono passata dalle commedie brillanti ai racconti, poi ho curato un’antologia letteraria in collaborazione con il mio ex professore Giannino Balbis. Con le edizioni «Carisch» ho pubblicato alcuni libri di didattica musicale. I “gialli” con Fiorenza Giorgi sono andati molto bene e stiamo ultimando il quinto volume; ad attendere i lettori: indagini su morti sospette, un pizzico di suspense ed un finale davvero sorprendente.
La ricetta di questo nuovo romanzo è semplice – continua la Schiavetta – Ho voluto mescolare fantasia e realtà, intrecciandole con attenzione. Le tre signore mi sono venute in mente osservando la gente per strada, ascoltando racconti di vita vissuta, spiando piccole manie, difetti, caratteristiche più o meno evidenti. A volte mi sono fatta aiutare da un esperto ed in particolare per ricostruire lo stile di vita degli anni Sessanta. In effetti c’è anche più di un pizzico di mistero, che però non costituisce il nucleo essenziale della storia. In realtà, il libro racconta l’amicizia e l’importante ruolo che, quest’ultima, può avere nell’esistenza di ognuno di noi. Qualche elemento di Cairo Montenotte nel romanzo c’è, non poteva essere diversamente, visto che sono nata e cresciuta in questo paese. Ma non bisogna dimenticare che Folasca è un paese di fantasia, creato su misura per il romanzo; se mi si concede un paragone coraggioso, è come Macondo di Cent’anni di solitudine, di Gabriel José Garcia Marquez: un luogo letterario.”
Un libro da leggere assolutamente; una sorprendente storia che, come assicurano coloro che il romanzo lo hanno già letto, vi terra con gli occhi incollati alle pagine.

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