Le preghiere del Ramadan nella palestra delle scuole

Non mancano le critiche e le osservazioni dei cittadini

Lo scorso 25 giugno, nella palestra delle ex scuole elementari di Cengio, si sono svolte le preghiere e i festeggiamenti legati alla fine del mese di Ramadan, osservato dai fedeli musulmani a ricordo del mese in cui fu rivelato il Corano dall’arcangelo Gabriele. Durante tale mese è osservato il digiuno fino al tramonto del sole, uno dei “Cinque pilastri dell’Islam”, cui fungono da corollario una serie di altre regole morali come l’astinenza dalla rabbia e dai cattivi pensieri. Il collocamento di questo mese segue il calendario lunare, per cui può riguardare periodi diversi dell’anno. Abbiamo sentito Zahoor Ahmad Zargar, scrittore originario del Kashmir e fondatore della moschea di Savona, per saperne qualcosa di più: «La fine del Ramadan è una festa che si fa dopo un mese di digiuno e preghiere. Dopo c’è questo giorno, che si chiama Id Al-Fitr, in cui si va tutti in una moschea grande e si prega tutti insieme intorno alle nove del mattino. A volte si portano delle torte e si fa un piccolo rinfresco. Per esempio, la comunità di Savona ha svolto queste preghiere nella palestra di pattinaggio». «La comunità musulmana a Cengio è presente dal 1993, anno di nascita del centro culturale islamico», spiega l’assessore Boris Arturi, «mentre sono almeno cinque anni che festeggiano la fine del Ramadan tutti insieme», solitamente in località Isole. Quest’anno la concomitanza con le Cengiadi ha impedito che l’Id Al-Fitr si svolgesse al campo sportivo cengese, per cui, dietro richiesta della stessa comunità islamica, si è optato per la palestra delle ex scuole elementari: «Non ci sono stati disordini, non ci sono stati problemi e i locali sono stati lasciati in ordine». Sono sorte tuttavia alcune lamentele dalla minoranza consiliare, in particolare da Francesco Dotta, legate ad un presunto uso improprio del locale palestra, la cui destinazione sarebbe esclusivamente sportiva e non di altro ambito. Per la prima volta, infatti, questa ricorrenza è stata celebrata in uno spazio che viene abitualmente frequentato da società sportive e altri cittadini e che è destinato appunto allo sport. Alcuni cengesi che abbiamo intervistato si sono espressi in maniera critica, come Antonio, che avrebbe «preferito che fossero stati assegnati altri locali», indipendentemente dal credo religioso, «perché i locali sportivi devono essere destinati soltanto a questo scopo». Altri, invece, sostengono che questo sia stato un episodio isolato giustificato dal fatto che l’area di località Isole, dove abitualmente si svolgeva l’evento, non era disponibile a causa delle Cengiadi.

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