Le bellezze sotterranee della Val Bormida

Venerdì 27 marzo, presso il Bocciodromo di Carcare, il Gruppo Speleologico Savonese (G.S.S) ha presentato il 38° Corso di Speleologia di 1° livello, le cui lezioni si terranno tra il 10 aprile e il 24 maggio prossimi, avvalendosi di materiali video con i quali è stato spiegato al pubblico in cosa consiste, nella pratica, l’attività di speleologo, oltre a descrivere attraverso le intriganti foto quali sono state le grotte scoperte ed esplorate negli ultimi anni. Se negli anni Settanta, infatti, le grotte conosciute nell’intera Val Bormida arrivavano a malapena alla quindicina, oggi se ne conoscono più di duecento e l’esplorazione sotterranea degli appassionati continua a procedere fruttuosamente. La Val Bormida rappresenta, d’altronde, l’area che, nella Provincia di Savona, può vantare la maggiore presenza di grotte, grazie alla presenza nel sottosuolo di rocce calcaree, le quali, perennemente erose dallo scorrere dell’acqua, permettono la formazione di meravigliosi fenomeni naturali, come, appunto, lunghi tunnel e caverne sotterranee adornate di stalattiti, stalagmiti, colate e colonne. Tutte le grotte pazientemente scoperte sono segnalate di anno in anno dagli speleologi, che mossi dalla passione collaborano con geografi e cartografi nel perfezionamento delle mappe topografiche del territorio. Il lavoro dello speleologo occupa, dunque, l’intero anno solare. In inverno, durante passeggiate in compagnia nei boschi innevati, si possono notare anomalie nel manto nevoso (magari buchi nel terreno dove la neve è stata sciolta da aria calda proveniente dall’interno della terra, segno evidente che ci si può trovare sopra una grotta), nella primavera si può procedere con gli scavi per poi “tuffarsi”, infine, nel periodo estivo di massima siccità, all’interno delle aperture così ottenute per scoprire che cosa la natura abbia in serbo di nuovo e misterioso. Attraverso queste attente procedure sono state esplorate negli ultimi anni le grotte degli Olmi, del Faggio e Mina nel Parco dell’Adelasia, il Buranco de Dotte a Bardineto (che si stima sia esteso per 4-5 chilometri) dove sono state rinvenute alcune preziose testimonianze della presenza di uomini e orsi preistorici, e persino un dente di rinoceronte. Uno più recente scoperta è rappresentata dal Buranco del Vortice Bianco sotto il Colle del Melogno, ancora in fase di esplorazione.

Il corso organizzato del Gruppo Speleologico prevede sessioni di lezioni teoriche, escursioni ed allenamenti. Chiunque sia interessato a dedicare del tempo in questa interessante attività può informarsi sul sito www.gruppospeleosavonese.it.

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