La parità di genere nella nuova legge elettorale

Mentre è aperto il dibattito sulle quote rosa della prossima Legge Elettorale da qualche giorno circola la notizia di un invito rivolto a tutti i deputati a rispettare la parità di genere linguistica quando parlano o si rivolgono alle deputate e ministre donne, evitando di riferirsi a loro con titoli maschili. Si coglie l’auspicio che ciò possa rivoluzionare e risolvere il problema della annosa “parità di genere”. L’intenzione sembra buona e sospinge così il nostro paese verso il superamento delle barriere linguistiche legate ai cosiddetti genere maschile e genere femminile, poiché è risaputo che il primo l’ha sempre fatta da padrone. Ma in cosa consisterebbe la novità? Abolire l’abuso del genere maschile nei titoli onorifici e così l’indicazione è che diventerà obbligatorio citare le donne Assessore come Assessora, le donne Ministro come Ministra, ecc.. Ma sorgono spontanee tante domande. Cosa accadrà al povero farmacista, si sentirà offeso e vilipeso perché il suo vecchio titolo non verrà cambiato nel nuovo “farmacisto”? Perché il problema sarebbe solo nella necessità di declinare il femminile? Se il femminile di collaudatore è collaudatrice, il maschile di geometra quale sarà? Ma qualunque sia la soluzione che verrà prospettata, purtroppo non muterà la vera realtà dei fatti e cioè che non è dedicandosi alle declinazioni che si risolveranno le reali differenze di genere; infatti, ciò non farà aumentare certamente gli stipendi delle donne, da sempre più bassi di quelli degli uomini, pur a parità di lavoro e spesso con maggiori competenze, né cambierà la possibilità di fare carriera che ancor oggi è a favore della classe maschile. Non è forse vero che la vera “parità di genere” la si raggiunge rendendo identici i diritti delle donne e degli uomini, anziché sottolineare e rafforzare, anche negli appellativi, le differenze? Sorge spontaneo il dubbio che il problema della Legge Elettorale non sia la quantificazione delle quote rosa ma risieda, soprattutto, nell’esigenza di trovare persone, indipendentemente dall’appartenenza di genere, oneste, capaci e preparate a risolvere i tanti e veri problemi del nostro paese.

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