La legge sui vaccini fa discutere

Arrivano le proteste contro il decreto che obbliga i genitori a vaccinare i figli: “libertà di scelta responsabilità, consapevolezza” cita uno striscione di un corteo “free vax” a Genova.
Due mesi fa è arrivato il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge che reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola a partire da settembre. Chi decidesse di non sottoporre il proprio figlio a vaccinazioni incorrerà in sanzioni. I vaccini obbligatori richiesti da quattro diventano dodici. Cambierà tutto il sistema, dalla responsabilità che avranno i genitori, e le sanzioni se non dovessero rispettare il decreto, ma anche in relazione all’obbligo da parte degli istituti scolastici di verificare e, eventualmente, denunciare la mancanza di vaccinazioni. Chi deciderà di non vaccinare i figli non potrà iscrivere i figli in nidi e asili. Altrettanto obbligatori saranno nelle scuole dell’obbligo, elementari e medie, e primi due anni delle scuole superiori, ma in questo sono previste solo sanzioni pecuniarie ingenti: erogate dalle Aziende sanitarie locali, andranno dai 500 euro a 7.500 euro. Secondo il disegno di legge iniziale il dirigente scolastico è tenuto a segnalare alla Asl la presenza di minori non vaccinati. Inoltre, il genitore o l’esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l’obbligo di vaccinazione è segnalato dall’Asl al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale. Ed è a questo punto che nasce la protesta, che rivendica la libertà di scelta per il proprio figlio. Perciò da una parte c’è lo Stato che impone le vaccinazioni a tutela dei minori dall’altro ci sono i genitori che chiedono di poter scegliere come proteggere i figli. Inoltre, la situazione è stata appesantita dal fatto che dodici vaccinazioni fossero ritenute esagerate, così le vaccinazioni obbligatorie sono scese a dieci e quattro sono “consigliate attivamente”, sono state ridotte le sanzioni per i genitori che non vaccinano e niente riferimento alla perdita della patria potestà. Ma i protestanti salgono di numero. Il corteo che si è tenuto a Genova giovedì della settimana scorsa ha contato tra i millecinquecento e duemila partecipanti: gli organizzatori si erano preparati a ricevere circa cinquecento persone ma se ne sono presentate il triplo.

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