La filosofia agli occhi di uno studente di Emil Bandoni Neoplatonismo e Plotino

Il neoplatonismo fu l’ultima grande espressione ella filosofia greca antica. Si tratta di una scuola fondata da Ammonio Sacca e portata all’apice da Plotino, il quale, nonostante affermasse di essere semplicemente un erede di Platone, si fece portavoce di una filosofia che di fatto riuniva tantissimi aspetti delle dottrine precedenti sotto un unico pensiero unitario. Plotino rivoluziona la metafisica classica e la riscrive secondo il concetto tutto nuovo di emanazionismo: al vertice troviamo l’Uno, principio assoluto, infinito, immateriale, infallibile e illimitata potenza di tutte le cose. Di lui possiamo dire solo ciò che non è, perché nessuna frase è in grado di descrivere l’Assoluto: tale principio va sotto il nome di teologia negativa. Da esso deriva tutta la realtà, attraverso un’emanazione dovuta a “sovrabbondanza di Essere”: in altre parole, l’Uno si emana perché non potrebbe fare altrimenti, ergo non per sua volontà (si tratta, dice Plotino, di una “necessità ontologica”). La prima emanazione dell’Uno è l’Intelletto, che contiene i modelli eterni di tutte le cose (nient’altro che le Idee platoniche, ricordate?); da esso, procede l’Anima, che regge la totalità del mondo sensibile, attuando l’Intelletto in quella componente informe e disordinata del mondo sensibile che è la Materia. L’Anima plotiniana ha una parte superiore che guarda all’Intelletto, contemplandolo, e una parte inferiore che guarda alla Materia: unendosi ad essa diventa Anima del Mondo. Una volta che l’anima è discesa anche nell’uomo, inizia il cosiddetto “viaggio di ritorno”: è insito nella natura umana, infatti, un desiderio di ritornare al divino da cui si è discesi. Per completare tale percorso, secondo Plotino, è necessario abbandonare il culto della nostra esteriorità, rendendoci indipendenti dal nostro corpo attraverso la Virtù. È però con l’Estasi che il ritorno all’Uno si compie davvero: attraverso una sorta di “contatto amoroso”, l’uomo, per un istante, esce da sé e arriva a toccare l’unità del divino.

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