La compagnia teatrale “Uno sguardo dal palcoscenico” ritorna con “Tre sull’Altalena”
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La compagnia teatrale “Uno sguardo dal palcoscenico” ritorna con “Tre sull’Altalena”

Sabato 19 novembre alle ore 21 presso teatro Santa Rosa.

Un perfetto congegno teatrale

“Come qualcuno ricorderà Tre sull’altalena rappresenta per la nostra Compagnia un titolo importante, un evento decisivo; dal momento che lo portammo in scena nel 2000 con l’intento di festeggiare i nostri vent’anni di palcoscenico, e adesso lo riproponiamo a distanza di (oltre) altri vent’anni a suggellare una ripresa piena dell’attività e scacciare per sempre la “peste” anche dal teatro.

In quella prima messinscena il testo prevedeva tre personaggi maschili chiusi in una misteriosa stanza, forse nell’anticamera della morte, in attesa di qualche evento salvifico, con un finale in cui l’arrivo di una strana presenza femminile chiudeva definitivamente i conti. Io avevo diretto e interpretato il testo con Marco Bazzano, Luca D’Angelo e Sonia Fraschetti: si era rivelato un successo eccezionale, molto apprezzato da pubblico e critica.

Col tempo ho poi avuto l’occasione di conoscere (a seguito di una meravigliosa esperienza laboratoriale a scuola) Luigi Lunari, un vero maestro di teatro che ci ha lasciati qualche tempo fa, e di discutere con lui sull’opportunità di proporre anche una versione femminile della commedia: egli si era dichiarato fermamente contrario. Ma qualche tempo dopo, navigando su internet, mi sono accorto che si era ricreduto e che aveva scritto un copione al femminile; quello che tra poco vi offriremo.

Quindi stasera tre nostre storiche, bravissime attrici come Eleonora Demarziani, Linda Siri e Sonia Fraschetti (naturalmente non più nel ruolo del 2000) saranno chiamate ad un’autentica prova di virtuosismo recitativo per esaltare un testo comicissimo e al contempo filosoficamente importante. Con loro Paolo Scorzoni dovrà sottolineare il sorprendente finale.

A me è toccato anche stavolta il compito di regista ed il piacere di potere studiare e ammirare una volta di più un testo splendido tagliato su misura per il palcoscenico e per un pubblico in cerca di qualcosa di unico.”

Luca Franchelli

Meglio non sbagliare indirizzo!

Cosa succede quando tre donne completamente diverse tra loro si ritrovano nello stesso ufficio, per motivi differenti, decisamente di fretta e con un esercitazione anti-inquinamento che incombe?

Di tutte le pieghe che potrebbe prendere una simile situazione, Tre sull’altalena di Luigi Lunari racconta la più paradossale e, se vogliamo, dissacrante.

È pomeriggio inoltrato quando la signora Trimarchi entra in un ufficio deserto al settimo piano di un palazzo come tanti, convinta di trovarvi un certo senatore Giovannini. Sfortunatamente per lei, invece, viene raggiunta dal sergente Vanessa Brambilla, certa di essere nell’ufficio di un’azienda che lavorfa in campo militare. Nelle due nasce spontanea la domanda: sarà veramente l’indirizzo giusto? Lo strano caso viene ulteriormente complicato dalla comparsa della professoressa Sapponaro, lì per ritirare un manoscritto ed evidentemente sicura di trovarsi nell’ufficio di un editore.

Poiché nessuno dei personaggi attesi dalle donne intende comparire per risolvere il mistero, le tre decidono di controllare l’esattezza degli indirizzi, scoprendo così un fatto molto strano: gli indirizzi sono giusti, anzi, giustissimi ma, fatto ancora più strano, nessuna può uscire se non dalla porta da cui è entrata. Questo, unito a particolari inquietanti, come una guida telefonica di Singapore, una Bibbia, un telefono che può solo ricevere ed un frigo-bar che accontenta ogni desiderio, non fa che rendere sempre più fragili i nervi dell’irascibile Sapponaro e della suscettibile Trimarchi. Soltanto la Brambilla ostenta una calma che non è affatto apparente.

Nessuna osa abbandonare l’edificio nel timore di perdere l’appuntamento e, a causa di strani eventi meteorologici, si trovano costrette a trascorrere assieme la nottata, sorprese fuori casa dall’allarme anti-inquinamento.

La povera signora Trimarchi vive la situazione come una crisi mistica, elaborando la teoria secondo la quale si troverebbero in un’anticamera dell’aldilà, in attesa di giudizio; la professoressa Sapponaro, invece, vive la circostanza come una crisi di nervi, alternando momenti in cui il filosofo che è in lei tenta di dare una spiegazione razionale al tutto a veri e propri scatti d’ira; la sergente Brambilla, infine, guarda alla vicenda come ad un semplice intoppo nella tabella di marcia, arrivando a stuzzicare la pazienza altrui con barzellette dal triste esito e lugubri allusioni.

Ecco, però, che l’arrivo di un misterioso uomo delle pulizie insinua il dubbio persino nell’animo della stoica Brambilla: sembra infatti che con le sue parole l’uomo confermi la tesi della signora Trimarchi!

Sicuramente, il giudizio e l’interpretazione della commedia sono a discrezione di ognuno, quel che è certo è che lo spettatore, una volta lasciata la sala, avrà cura di appurare che i luoghi dei suoi appuntamenti non nascondano qualche inquietante verità…

Roberta Veglio

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