Il diario di bordo di un camperista – Galles e Bretagna parte 2
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Il diario di bordo di un camperista – Galles e Bretagna parte 2

E’ tempo di spostarci più a nord continuando a seguire la costa, ed andare alla scoperta di un’altra perla del Pembrokshire, ovvero la località di St. Davids, che è considerata la città più piccola del regno unito poiché ha ottenuto lo status di città grazie alla splendida Cattedrale che possiede. Ma andiamo con ordine, per prima cosa ci troviamo di fronte ad un piacevole agglomerato sul mare, contornato dalle scogliere e da splendide baie affollate di surfisti.

Poi bisogna sapere che da qui passa il più famoso sentiero escursionistico del Galles, il Pembrokshire Coast Path, lungo 299 chilometri e interamente a picco sulle scogliere, un percorso altamente spettacolare che si può percorrere a piedi anche solo per brevi tratti grazie al fatto che un organizzatissimo sistema di autobus permette di tornare al punto di partenza prescelto con fermate in ogni piccolo centro abitato attraversato dal sentiero. Troviamo facilmente posto per il camper in un parcheggio a pagamento nei pressi dell’ufficio turistico e ci apprestiamo a passare due giorni da queste parti.

Ci dedichiamo inizialmente alla splendida cattedrale che è stata costruita leggermente defilata per paura delle scorrerie dei vichinghi che però nel corso della storia la saccheggiarono sette volte. Si tratta di un edificio maestoso, con le sembianze di una fortificazione militare e all’interno si può notare il pavimento in leggera pendenza. Nei pressi dell’altare maggiore vengono conservati i resti di San Davide. Molto interessante anche il palazzo del Vescovo del quale però rimangono solamente le rovine. La giornata trascorre piacevolmente a spasso tra le viuzze e prima di sera e di un meritato “fish and chips” prendiamo informazioni all’ufficio turistico per percorrere il sentiero a piedi all’indomani mattina.

Forse non ci capiamo perfettamente con la ragazza del Tourist office ma fatto sta che il mattino successivo aspettiamo lungamente il bus che dovrebbe portarci all’inizio del camminamento. Una signora che sta aspettando assieme a noi a un certo punto ci dice che forse è meglio partire dalla spiaggia di Whitesands bay che dista circa tre chilometri di distanza e il modo migliore per arrivarci è andare a piedi. Ci facciamo convincere e inizia così una lunga maratona all’inseguimento della tizia che cammina a velocità pazzesca al bordo di stradine di campagna.

Tentiamo di recuperare ma la tipa è troppo veloce e con uno scatto finale si classifica prima con distacco, il sottoscritto secondo e Cristina terza. All’arrivo ansimando mi complimento e le chiedo se è un’atleta professionista ma lei nega con decisione. Ci salutiamo e andiamo a chiedere informazioni al custode della spiaggia che ci dice “il sentiero a piedi? Ma inizia da St Davids se vi sbrigate c’è il bus che sta partendo, eccolo là”. Ci precipitiamo sul bus che in dieci minuti ci riporta esattamente al punto di partenza lasciandoci la curiosità sulla spiaggia dei surfisti che abbiamo solo intravisto mentre ci precipitavamo sul bus.

Alla fine riusciamo a trovare l’inizio di questo benedetto sentiero e iniziamo i nostro percorso. Bisogna dire che il tratto da noi percorso è uno dei più spettacolari e si rivela il pezzo forte del nostro viaggio. Si sviluppa interamente sul bordo di scogliere selvagge e offre panorami mozzafiato. Oltre tutto c’è il sole e da queste parti è una vera rarità. A un certo punto incontriamo una lunga spiaggia sabbiosa circondata da scogliere e si intravedono alcune foche sulle rocce circostanti mentre nei dintorni nidificano uccelli marini di ogni specie. Una scala a pioli di ferro fissata nella roccia permette di discendere sulla spiaggia dove si notano alcune persone. Proseguiamo oltre e giungiamo in una baia chiamata Blue Lagoon. Questo posto era anticamente una cava di ardesia e in seguito agli scavi le rocce hanno assunto forme squadrate e si è formata all’interno della cava una piscina di acqua azzurra spettacolare.

Dalla sommità delle rocce simili a piattaforme, una squadra sportiva di tuffatori protetti dalle mute, si cimenta in una serie di tuffi nell’acqua gelida della piscina da un’altezza di una ventina di metri. Si prosegue per giungere nel minuscolo e bellissimo paesino di pescatori di Porthgain, dove si trovano un paio di locali e ci si può rifocillare bevendo una birra dopo circa sedici chilometri di sentiero. Da qui si prende l’autobus in compagnia di parecchi altri escursionisti per tornare a St. Davids alla fine di una splendida giornata. Il giorno successivo, recuperato il camper, proseguiamo verso nord ed entriamo nel Galles centrale ma cominciamo a pagare la fortuna che abbiamo avuto fino a questo momento perché inizia a piovere e sotto l’acqua le cose si vedono in una prospettiva diversa.

Puntiamo direttamente sulla cittadina costiera di Aberystwyth, nella baia di cardigan. Vivace città universitaria con una lunghissima passeggiata sul mare che termina su un molo in legno affollato

di negozietti. Piacevole la passeggiata e la vista delle case di epoca georgiana; un monte sovrasta la baia e sulla sommità vi è un belvedere raggiungibile con una funivia a cremagliera. Da queste parti è piuttosto complicato pernottare con il camper al di fuori dei campeggi o delle aree attrezzate ma riusciamo a trovare un parcheggio sul porto dove è consentito sostare.

Piove sempre più forte e passiamo la serata sul camper guardando il mare scuro e tempestoso e mangiando fish and chips acquistato in una bancarella sul molo. Le previsioni purtroppo indicano pioggia anche nei prossimi giorni e a bordo il morale non è dei migliori, decidiamo quindi di completare velocemente il giro del Galles e tra alcuni giorni spostarci in Francia, precisamente in Bretagna dove speriamo piova di meno visto che si trova più a sud. Nella parte nord del paese ci sarebbero molte cose interessanti da vedere ma ci limitiamo all’essenziale, saltando ad esempio il parco nazionale di Snowdonia che è considerato molto bello ed alcune miniere di rame che eravamo intenzionati a visitare. Per prima cosa ci rechiamo a Porthmadog, dove si possono ammirare dei bellissimi treni storici a scartamento ridotto.

Si tratta di treni a vapore che erano in funzione in epoca vittoriana e raggiungevano svariate miniere sulle montagne circostanti. Qui vi era il capolinea della tratta ferroviaria e si possono vedere ancora oggi i treni fermi nella vecchia stazione. Il paese è proprio all’inizio della selvaggia penisola di Llyn, un posto considerato alla fine del mondo con alcuni minuscoli paesini di pescatori. Ci piacerebbe andarci ma abbiamo qualche timore per il camper perché le stradine strette ci hanno già giocato qualche brutto tiro in passato e quindi decidiamo di lasciare il mezzo a Porthmadog e prendere il mini bus che fa servizio da queste parti.

Il paese all’apice della penisola si chiama Aberdaron e sembra veramente di essere arrivati alla fine del mondo. Dieci case arroccate davanti ad una spiaggia con qualche piccola barca a secco e il vento che ulula tra gli scogli. Piove e fa molto freddo, come unica compagnia qualche gabbiano che si ripara dal vento appollaiato accanto al camino di una casa. Il nostro bus per il ritorno ripassa tra due ore e fortunatamente in una delle dieci case vi è un pub dove passiamo il resto del tempo al caldo chi davanti ad un thè con accompagnamento di crostata della casa e chi davanti a una pinta di birra (lascio a voi indovinare chi ha bevuto la birra).

Maurizio Perotti

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