Il demone della scrittura

La scrittura è democratica. Bastano un pc, anche solo carta e penna, le idee e il coraggio di raccontare una storia. Quando l’arte smette di essere autoreferenziale ed esce dai nostri cassetti, allora siamo tutti uguali, alla mercé del lettore. Non importa chi siamo, solo cosa produciamo. Proprio per questo farlo diventa così difficile, perché se tutti possono la concorrenza sarà spietata e solo alcuni, pochissimi, saranno davvero scrittori.

Ma allora perché si scrive? Ognuno avrà la propria motivazione, ma a me piace poeticamente pensare che tutti gli scrittori o aspiranti tali, siano accomunati dal demone della scrittura, lo stesso che ti tiene sveglio tutta la notte per il bisogno involontario di comunicare qualcosa e che ti interrompe in qualsiasi momento della vita con l’assoluta, bruciante necessità di esprimersi. Il fuoco dentro.

Da ragazzo, ossessionato dalle grandi menti della storia, alla ricerca di una risposta su cosa fosse la genialità e del perché mi pareva solo certi scrittori mi capissero, avessero capito proprio me così a fondo, chiesi al professore di filosofia che cosa fosse il genio. La risposta fu consolante e lapidaria al tempo stesso. Mi disse che il genio non esiste, non è un’intelligenza superiore – e spesso senza alcuna applicazione pratica – che fa il grande scrittore, ma la sensibilità, quella capacità di esprimere con le parole le sensazioni che accomunano tutti, ma che in pochi sanno spiegare. Perciò non sono gli scrittori che comprendono il mio animo, ma comprendono l’animo umano, soprattutto comprendono per primi loro stessi e ce lo spiegano con le parole. Tirò in ballo il talento. “Quello o ce l’hai o non ce l’hai” mi disse. E aveva ragione. Così non volli più essere un genio, ma avere talento.

Passarono gli anni e dimenticai di voler essere uno scrittore, fino a che, un anno fa circa, mi iscrissi ad un corso di scrittura creativa. E lì la mazzata fu ancora più grande. In pratica si conferma fondamentale il talento e il fatto che non possa essere insegnato, ma si aggiunge sul tavolo la complicazione che anche il talento, se non coltivato con solido e costante impegno, non porta a nulla. Quindi o ce l’hai o non ce l’hai, e se anche lo avessi potrebbe non servirti. Per questo credo sempre maggiormente al demone interiore, perché quale essere senziente, non impossessato da una qualche presenza, continuerebbe a voler scrivere con questi presupposti?

Eppure sono tanti quelli che lo fanno, e in realtà la situazione non è così tragica come l’ho voluta drammatizzare. Si può imparare a scrivere, ma soprattutto si può capire se sia il caso di continuare a farlo. La scrittura creativa può veicolare il talento nella giusta maniera e può comunque migliorare notevolmente la tecnica anche nel caso il talento non ci sia.

Per anni ho solamente accarezzato di sbieco la possibilità di scrivere, placando l’essere che mi pervadeva con altre distrazioni, ma ora che ho deciso di affrontarla mi sono interrogato su quante persone là fuori abbiano la mia stessa necessità e passione.

Proprio a tutti voi si vuole rivolgere questa rubrica, a tutti coloro che scrivano e che vogliano l’opportunità di essere letti, invece che tediare e imbarazzare nel giudizio un parente o un amico, da un lettore assiduo ed esperto; ma anche a coloro ai quali piaccia semplicemente leggere o che siano affascinati da questo mondo di libri, sempre più elitario ed esclusivo.

Io non sono uno scrittore affermato, non troverete nulla di me in rete, e non sono neppure un critico o un editore. Sono semplicemente un lettore forte, anzi fortissimo. Questa è la mia unica autorevolezza. Non si deve temere un mio giudizio perché non ho potere né tantomeno sperare in un mio aiuto perché, indovinate un po’, non ho potere. Avrete semplicemente la possibilità di essere letti, se vorrete inviarmi qualcosa, e di essere letti da tutti coloro che seguiranno questa rubrica. Naturalmente si parlerà anche d’altro. Ci saranno interviste, suggestioni su grandi classici o recensioni di autori contemporanei, oltre che naturalmente una selezione dei vostri migliori racconti. Attraverseremo la letteratura vista da più angolazioni possibili, da quella degli addetti ai lavori ai semplici lettori.

Aspetto i vostri scritti, suggerimenti, consigli e giudizi a: eros@cartabiancanews.it

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