Il governatore Toti in Valle Bormida

Le priorità sono le strade, l’ospedale di Cairo e la diga di San Giuseppe

All’indomani del gelicidio, che ha bloccato e isolato la Valbormida per due o addirittura quattro giorni, il presidente Giovanni Toti arriva il Valbormida. Mercoledì 13 dicembre la massima autorità regionale è in visita a Cairo e Carcare, dove si è recato alla Casa di Riposo Baccino, al Ferrania Film Museum, all’ospedale San Giuseppe e alla diga di San Giuseppe. Ad accoglierlo i sindaci che evidenziano le forti problematiche che il maltempo crea puntualmente al suo arrivo e che riguardano la situazione delle strade, dei collegamenti autostradali e ferroviari, delle emergenze sanitarie. E proprio la manutenzione del territorio, con annesso spargimento del sale e passaggio degli spazzaneve, è oggetto della richiesta di un contributo da parte di Palazzo Nervi. I primi cittadini del territorio, che vorrebbero una quota annuale simile a quella concessa alle spiagge per il rifacimento, è stimata intorno ai 2/3 milioni di euro da dividere tra circa cento comuni dell’entroterra. Infatti, come ricorda il sindaco di Roccavignale Amedeo Fracchia, «i nostri bilanci non possono contare sulle seconde case né sulla tassa di soggiorno: servono interventi strutturali». Secondo il governatore Toti la cifra «non è impossibile da trovare» anche se non sembra possibile «finanziare gli interventi per la neve in piano corrente , ma valutando la proposta in conto capitale, magari finanziando trattori e attrezzature ai Comuni». Le criticità del territorio dipendono anche dalle problematiche della Provincia, su cui ricade la manutenzione ordinaria delle arterie provinciali, ma che si trova svuotata dei fondi necessari per effettuarla. Per rispondere alla necessità, particolarmente impellente per quanto riguarda la gestione delle emergenze sanitarie, la Regione è al lavoro su un piano di salvataggio delle Province che prevede lo stanziamento di 7,5 milioni di euro. Non solo gli enti pubblici nel mirino dei sindaci, ma anche Ferrovie, Autostrade e Enel che, sottolinea il sindaco di Carcare Franco Bologna in riferimento alla viabilità autostradale, «avendo chiuso per 24 ore l’A6 hanno dirottato gran parte del traffico sulla viabilità locale. A ciò bisogna aggiungere i black out che hanno interessato vaste aree del territorio e che si sono protratti per giorni». IL primo cittadino carcarese fa presente, inoltre, le ripercussioni della questione strade sugli investimenti occupazionale: dichiara, infatti: «In Valle ci sono le aree, ma molte aziende scappano quando vedono quanto tempo occorre soltanto per arrivare ad Alessandria. Abbiamo aree competitive la cui appetibilità svanisce quando si legge sui giornali che una valle è rimasta isolata per due giorni causa ghiaccio. L’area di crisi industriale complessa è importante, ma servono strade». Sulla questione sanità Giovanni Toti ribadisce le responsabilità delle amministrazioni precedenti ne depotenziamento della struttura cairese e assicura che, attraverso l’intervento di privati, tra i quali nove gruppi di primaria importanza italiani ed esteri, avrà un pronto soccorso; dichiara: «I due giorni di isolamento di ieri sono un campanello di allarme. È un cosa che non dovrebbe accadere, ma può riaccadere e questa è la base della decisione dell’amministrazione regionale di non chiudere nessun presidio del territorio, ma anzi di aumentarli». Infine, riguardo alla diga di San Giuseppe, in attesa da anni di una bonifica, il Governatore apre alla possibilità di un intervento da parte della Regione.

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