Furti in appartamento: insicuri in casa propria

I cittadini chiedono ai sindaci di intervenire sul fenomeno dei furti in appartamento: «Si sta sottovalutando un problema che, forse statisticamente è nella media nazionale, ma vorrei ricordare che Cairo, Cosseria o Cengio non sono Milano o Genova, né hanno gli stessi servizi e quindi non si vede perchè dovrebbero avere le stesse problematiche. Il fatto, poi, che i malviventi non si facciano scrupoli ad agire anche quando i proprietari sono in casa è un ulteriore elemento di paura, ma anche di rischio». L’ultimo raid è avvenuto a Carnovale, frazione di Cairo. Tra le vittime il consigliere comunale Marco Dogliotti, che racconta: «I ladri hanno agito nella notte, immagino anche nelle case vicine, in un lasso di tempo di poche ore». Una visita che si è tradotta nel furto di denaro, gioielli, apparecchiature elettroniche e persino in alcuni attrezzi da lavoro, magari da usare per i prossimi colpi, sottratti dal garage. Ma soprattutto nella strisciante sensazione di non essere al sicuro nemmeno a casa propria. Ribadisce, infatti, Dogliotti: «Il sospetto è che in qualche modo ci abbiano narcotizzati, perchè il cane non ha abbaiato ed io dormo proprio sopra il salone dove è avvenuta l’effrazione, con i ladri che sono entrati dopo aver divelto la tapparella e forzato la finestra. Ma non ci siamo accorti di nulla». E forse è meglio così. Fuori dall’abitazione è stata ritrovata un’accetta, probabilmente persa dai malviventi e Dogliotti non può fare a meno di pensare: «Che cosa sarebbe potuto succedere se mi fossi svegliato e, sentendo i rumori fossi andato a controllare, trovandomi di fronte i ladri armati di accetta e chissà cos’altro? Occorre attendere che ci scappi il morto prima di ammettere che c’è un problema?». Non certo per colpa dei carabinieri. Dogliotti questo lo sottolinea con fermezza: «Sono intervenuti immediatamente. Hanno lavorato con professionalità e competenza sia da un punto di vista professionale che umano, ed anche questo aspetto è importante. Sono sicuro che stiano facendo un gran lavoro in tutta la Val Bormida. Ma ciò non può nascondere la verità di organici non sufficienti, di un territorio troppo vasto e di confine, difficile da pattugliare, e dove ogni casa può diventare un bottino. Non basta installare telecamere. Serve una presa di posizione unitaria da parte dei sindaci che, invece, continuano a non capire il disagio dei cittadini che è sempre più forte. Occorre un maggior presidio del territorio ed evitare di creare scenari che distraggano ed occupino altrimenti le Forze dell’ordine».

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