Flavio Bertuzzo, due volte tricolore

È passata una settimana dal doppio titolo tricolore dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport, conquistato ad Arezzo tra gli SM55 nelle gare di asta e lancio del martello maniglia corta, e Flavio Bertuzzo, portacolori dell’Atletica Cairo, narra la sua recente esperienza in terra toscana.

Raccontaci delle tue ultime prodezze «Ero partito per Arezzo per disputare i Campionati Italiani, valevoli sia per la categoria Master Fidal che per l’Unione Nazionale Veterani dello Sport, con l’intento di fare bene. Il gran caldo che ha caratterizzato i tre giorni di gare (dall’8 al 10, ndr) non mi ha disturbato, anzi, a parte nei 400 m., in cui ha un po’ influito negativamente sui tempi di tutti, direi che mi ha agevolato».

Quale titolo ti ha regalato maggiore soddisfazione? «La prima vittoria, ottenuta venerdì nell’asta, è stata quella più importante e gradita. Per due motivi: è quella che dopo tantissimi piazzamenti, sia nazionali che internazionali ai piedi del podio (gli ultimi tre quarti e due quinti posti alle Olimpiadi Veterani lo scorso ottobre a Nizza) mi ha regalato una medaglia importante (se escludo gli argenti e i bronzi mondiali e europei, però conquistati nei 1500 m. del decathlon) dopo 74 titoli regionali e provinciali, ottenuti negli ultimi sedici anni; ed è quella che ha vendicato il “furto” del bronzo olimpico di Nizza 2015, proprio nell’asta, operato da un atleta tedesco che aveva gareggiato pur non essendo in regola. Tra l’altro quella dell’asta è stata una gara pazzesca, con i giudici che ci hanno fatto saltare misure erroneamente calcolate, prima di accorgersi dell’errore».

E nella gara con il martello? «Il titolo nel martello maniglia corta, conquistato la domenica è giunto un po’ inaspettato, vista la mia conformazione fisica e il peso da lanciare (11,340 kg.). In un certo senso è stato un colpo di fortuna, ma nello sport talvolta serve pure quello. Sono orgoglioso, anche, di aver ottenuto, da solo, il quattordicesimo posto nella classifica per sezioni, sulle 24 presenti, portando con onore il nome di Savona e dell’Atletica Cairo».

Hai dovuto fare i conti con un brutto infortunio… «Sì, questi titoli sono anche una sorta di suggello che chiude una rincorsa alla piena efficienza che ho iniziato dopo essermi rotto la caviglia il 30 marzo 2014, proprio in un periodo in cui ero all’apice della forma. A dire il vero le prestazioni nella corsa non sono ancora ottimali, infatti il secondo posto nei 400 metri, corsi al sabato pomeriggio, avrebbe potuto essere un primo, in condizioni normali; ma in questi due anni almeno nei concorsi mi sono sempre migliorato».

E cosa ti aspetti dal tuo futuro sportivo? «Per ora sono felice e mi godo queste vittorie, che dedico alle persone che mi vogliono bene. Ma per il futuro voglio alzare di un poco l’asticella degli obiettivi e puntare alla conquista di un titolo italiano Fidal Master. So che non sarà facile, ma la volontà e l’ostinazione non mi mancano. Poi, si vedrà».

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