Fitofarmaci: dalla tutela al problema. Diverse difficoltà

Il Sindaco di Roccavignale, Amedeo Fracchia, si sta adoperando per organizzare i corsi sui fitofarmaci.

prodotti fitosanitari, detti comunemente fitofarmaci agrofarmaci, appartengono ad una categoria di composti inorganici, organici naturali e di sintesi utilizzati comunemente in agricoltura per curare o prevenire infezioni sui vegetali causate da organismi nocivi quali funghi o crittogame, batteri, insetti, acari, nematodi, virus, micoplasmi, roditori, ecc..
I fitofarmaci vengono inoltre impiegati per contrastare o eliminare specie vegetali indesiderate (piante infestanti).

I fitofarmaci rivestono oggi un ruolo determinante in agricoltura e svolgono le azioni di: difesa delle colture dai parassiti; difesa delle colture da agenti patogeni; controllo dello sviluppo di piante infestanti e miglioramento degli standard qualitativi dei prodotti agricoli.

La legge Italiana che stabilisce le norme per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, meglio conosciuti come fitofarmaci o agrofarmaci, fa riferimento al decreto legislativo 150/2012. Questo decreto prevede che chiunque debba acquistare o utilizzare prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti deve essere munito di apposito certificato di abilitazione, ossia il cosiddetto patentino. Il concetto di “utilizzo” comprende: acquisto, trasporto, conservazione, manipolazione del prodotto concentrato, irrorazione del prodotto diluito, smaltimento di residui di prodotto (concentrato o diluito), smaltimento di contenitori vuoti.

La normativa potrebbe aprire spazi alla diffusione dell’agricoltura biologica, perché per i piccoli produttori agricoli viene scoraggiato l’uso di fitofarmaci. I risultati saranno inevitabilmente due: una migliore salvaguardia della salute e un notevole risparmio economico,perché le pratiche bio sono più economiche di quelle dell’agricoltura tradizionale, soprattutto se consideriamo un piccolo orto domestico.

Ma se da un lato la normativa è un’opportunità da sfruttare dall’altro crea difficoltà a chi deve frequentare i corsi.

Durante una riunione a Cairo, che ha raccolto tutti gli amministratori comunali, è emersa la difficoltà dei diretti interessati a frequentare tali corsi, poiché sia la Cia (Confederazione italiana agricoltori) sia la Coldiretti non hanno organizzato nulla in zona. Quindi Fracchia ha proposto un corso mirato sui fitofarmaci: ventidue ore spalmate in cinque pomeriggi al costo di ottanta euro per chi deve conseguire il patentino; dodici ore al costo di sessanta euro per chi, invece, deve solo rinnovarlo.

«I corsi sono organizzati dalla Cia ma devono essere approvati dalla Regione» spiega Amedeo Fracchia: «La prossima settimana inviamo i nominativi dei partecipanti alla Cia, la quale presenterà la richiesta alla Regione. Solitamente in due o tre settimane la Regione invia la conferma, perciò per fine marzo, al più tardi il mese di aprile, dovremmo partire con i corsi».

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