“Tutto il cielo è splendente” poesie tradotte dalla valbormidese Franca Maria Ferraris

Franca Maria Ferraris, valbormidese di origine (Dego SV), come evidenzia il suo libro di poesia Di Valbormida il cuore, Ibiskos 1997 – Sabatelli 2002, vive a Savona dove ha insegnato e dove opera nel campo letterario dedicandosi principalmente alla poesia (al suo attivo ha svariate pubblicazioni poetiche), ma anche alla narrativa con saggi, alcuni dei quali su Cesare Pavese, pubblicati sulla rivista letteraria Le colline di Pavese, e con il romanzo fantasy Aquilius e la stirpe del Drago, De Ferrari, 2011. Recentemente, si è dedicata alla traduzione, nello specifico ha tradotto in lingua italiana un’antologia di poesie della poetessa dell’Ottocento inglese Christina Rossetti, pubblicata da Bastogilibri 2016, con il titolo Tutto il cielo è splendente, copertina e illustrazioni di Maria Teresa Di Tanna. Il libro è stato presentato in più occasioni sia in Liguria che in Abruzzo, a Vasto, patria del padre della poetessa inglese, presso il Centro di Studi Rossettiani, e nell’appena trascorso mese di gennaio 2018, anche in Inghilterra a Manchester presso la Biblioteca “Il Portico”, su invito dell’Associazione Internazionale Dante Alighieri.

Per motivare l’utilità della traduzione poetica, si riportano di seguito alcuni stralci dalla recensione del Professore Giuseppe Marino, del Centro Studi Rossettiani.

[…] La nuova antologia delle poesie di Christina Rossetti Tutto il cielo è splendente, BastogiLibri 2016, è connotata da una forte componente naturalistica percepibile già dalla copertina: una betulla, albero esile e teso verso un cielo giallo intenso a richiamare il colore della luce (intesa in senso fisico e, soprattutto, metafisico) verso la quale instancabilmente tende ogni verso della poesia di Christina Rossetti. Fondamentale il compito di traduzione svolto dalla Ferraris che, durante il dialogo con la di Tanna, dopo la lettura di alcune tra le più belle poesie della Rossetti come “Advent”, “Winter: My Secret” e “Looking Back”, ha parlato di come sia nato il suo amore per la poetessa londinese, e del grande lavoro di sensibilità che un traduttore deve avere affinché l’opera di uno scrittore possa arrivare al pubblico nella maniera più piacevole possibile ma senza sconvolgere il senso e la musicalità di un verso in lingua straniera che, in ogni caso, resta intraducibile nelle sue sfumature più sottili. […]. La presentazione si inserisce nell’ambito di un più ampio progetto che da anni ormai il Centro Europeo di Studi Rossettiani (CESR) porta avanti: quello di “tenere alta la conoscenza di tutta la famiglia Rossetti”, secondo le parole del Professore Gianni Oliva, per riportare alla luce le vicende e la produzione di alcune tra le personalità più raffinate dell’Inghilterra Vittoriana che (ed è importante sottolinearlo) hanno creato un movimento culturale europeo, quello pre-raffaellita. La nuova traduzione della Ferraris è quindi un momento fondamentale che contribuisce alla rinascita di una poetessa ancora poco conosciuta in Italia, e che getta nuove basi per una Opera Omnia della Rossetti, progetto futuro del CESR. (Giuseppe Marino).

Tutto ciò per dire che ogni traduzione di un’opera dall’originale ad un’altra lingua contribuisce al passaggio di civiltà e cultura da uno ad un altro contesto storico, geografico e linguistico, affinché non vada perduta la sua vitalità.

Graziella Vallero

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