Cannabis terapeutica: a Cairo con “La gioia di Enrico”

La provincia, per una volta, anticipa. Infatti, mentre in Italia impazza il dibattito sulla cannabis terapeutica e sulle problematica legate alla reperibilità e, di conseguenza, alla sperimentazione, da Cairo Montenotte parte uno spettacolo che, prima ancora di essere evento culturale è incontro di persone, energie ed esperienze. Venerdì 3 novembre verrà presentato, alle ore 21 presso il Teatro “Osvaldo Chebello”, “La gioia di Enrico”, andato in scena la prima volta durante il “Balla coi Cinghiali” al Forte di Vinadio, ideato ed allestito da Teatro Cantiere in collaborazione con Studio Medico Infermieristico Kairos; determinante sono le collaborazioni di Marco Bertolotto, direttore del Centro Terapia del Dolore e Cure Palliative Asl 2 Liguria, direttore del Dipartimento di Riabilitazione Asl 2 Liguria e massimo esperto del settore, di Michela Carlini, medico di Medicina Generale e Medicina Integrata presso Kairos, dell’Associazione Guido Rossi, che organizza l’evento, e del Comune che lo patrocina. Sul palco Enrico Tagliavini, che porta in scena se stesso e la sua esperienza, e Damiano Scaletta, infermiere professionale che gioca il ruolo dell’attore.Sonomoltele tematiche affrontate, così come numerose sono le domande dei malati a cui una risposta non è ancora stata fornita; sullo sfondo echeggiano i problemi legislativi, la carenza di farmaci alla cannabis che obbliga persone affette da malattie durissime a rivolgersi al mercato nero aumentando, quindi, gli introiti di mafiosi e affini, ma sopratutto non curandosi in modo adeguato e costante. Durante la prima al “Balla coi cinghiali” il Primario ligure ha evidenziato questo aspetto, spiegando: «Quando parliamo di cannabis terapeutica parliamo di farmaci che, quindi, devono essere precisamente tarati e somministrati perfettamente uguali con regolarità». Se devo prendere una cardioaspirina ogni giorno, non è accettabile che cambi quotidianamente dosaggi o che si modifichi il tipo e la quantità del principio attivo. Lo stesso vale per la cannabis e cercare al mercato nero la propria medicina significa non avere alcuna certezza, né sulla qualità (ne esistono molte con differenti caratteristiche ed effetti), né sulla pericolosità (la cannabis è una pianta che assorbe tutto quello che si trova nel terreno di coltivazione e, dunque, se nel terreno c’è del piombo l’utente assumerà piombo. Questa caratteristica permette, ad esempio, la sua sperimentazione nelle bonifiche come sta accadendo nel Sulcis). Ma lo spettacolo porta sul palco molto di più. Sotto i riflettori ci sono la storia di Enrico, dalla diagnosi, sclerosi multipla, quando aveva 27 anni a oggi che di anni ne ha 46, il rapporto medico paziente, la libertà dell’individuo che non accetta passivamente una condanna, ogni terapia che gli viene sottoposta, un destino che, sotto le spoglie del camice gli comunica che no, lui non potrà più camminare; no, lui non potrà più avere una vita normale. Sotto i riflettori c’è la vita che non si rassegna, che cerca, cerca e cerca ancora la sua strada. È difficile parlare di scelta del paziente, di dubbio, di libertà all’autodeterminazione in un’epoca in cui i valori più importanti, più fondamentali, gli unici veramente necessari diventano oggetti di tifo da stadio, di nette opposizioni spesso prive di fondamento, di slogan urlati che annientano la conoscenza, la riflessione, le sfumature, la necessaria “individualizzazione” della terapia. È un appuntamento da non perdere in cui dramma esistenziale e comicità si alternano in un racconto di dolore, amore, speranze e sopratutto di vita che, come palpitante volontà di potenza, si supera e si afferma.

Lo spettacolo è a offerta libera. Per info e prenotazioni è possibile contattare il venerdì e il sabato i numeri: 019.50707313 (dalle 9 alle 12) e 348.9535701 (dalle 17 alle 19).

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  1. nuccia francone
    Ott 22, 2017 - 10:51 PM

    Ottimo articolo.

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  1. cannabis terapeutica marco bertolotto terapia dolore

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