Calasanzio: gli ex liceali uniscono le forze per borse di studio

CARCARE – 1621 Unione degli Studenti Calasanziani. La nuova associazione, nata da un gruppo di ex liceali, è stata fondata il 7 marzo 2017, ed è senza scopo di lucro.
«Si propone la finalità di favorire le relazioni fra allievi ed ex allievi attraverso la promozione di iniziative a sostegno del Liceo Calasanzio di Carcare, tra cui la possibilità di istituire una borsa di studio indirizzata agli studenti più meritevoli» spiega il Presidente Gio Lucas Incorvaia. «Inoltre, l’associazione può dare vita o partecipare a progetti rivolti alla conservazione del patrimonio culturale e storico del Liceo Calasanzio».

Una borsa di studio è un finanziamento agli studi che viene concesso a studenti meritevoli, ad esempio nel caso che non dispongano di adeguato sostegno economico da parte della propria famiglia, oppure come premio per particolari risultati nelle arti, nelle scienze o altro. Può essere erogato da privati, da fondazioni pubbliche, o anche sotto forma di riduzione delle tasse di iscrizione, da parte degli enti che gestiscono le Università o le scuole.

I tipi di borse di studio che esistono nel mondo sono molto varie, e possono dunque essere basate su i seguenti fattori o loro combinazioni: merito, negli studi, nelle arti, negli sport; necessità, ad esempio per studenti senza o con poche risorse economiche; appartenenza ad una minoranza, come il gruppo etnico o il genere.

Ultimamente c’è grande necessità di incrementare il numero delle borse di studio come aveva precisato un articolo proposto da Corriere della Sera l’anno scorso. Secondo un recente studio dell’Ocse la scuola ha ancora il potere di ridurre le disparità. Ma in Italia questo vale soltanto «fino al secondo anno delle superiori», precisa il Corriere. Poi la scuola perde i ragazzi più deboli che così «si ritrovano adulti in una situazione peggiore dei loro coetanei degli altri paesi», fino al punto che molti di loro «si parcheggiano a scuola fino a 16 anni solo per esaurire l’obbligo», ma poi se ne vanno. Il  risultato è che il tasso di dispersione scolastica è pari al 15% contro il 10% che ci chiede l’Europa. E senza contare che solo un giovane su quattro è laureato, mentre il 96% dei Neet, coloro che non lavorano né studiano, proviene da famiglie svantaggiate. Ma se è vero che la scuola può contribuire a ridurre la disparità, decisivo diventa potervi accedere a pari condizioni. Ecco perché le borse di studio sono così importanti e 1621, anche se nel piccolo, aiuterà gli studenti valbormidesi e permetterà di diminuire le disparità.

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