Autovelox: i dubbi del sindaco Molinaro

Autovelox di Cosseria: la mancanza di risposte esempio di arroganza da parte di un’ente (la Provincia) destinato, in teoria, a sparire? Viene da chiederselo, visto che, come sottolinea il sindaco di Cosseria, Roberto Molinaro, «possibile che il sindaco di Roma, a torto o a ragione, possa dire di no ad un evento mondiale come le Olimpiadi, ed il sindaco di Cosseria non possa, invece, nemmeno avere dalla Provincia informazioni su un autovelox installato sul suo territorio, quasi che la Provincia fosse un Ente di un’altro pianeta? Perchè la strada sarà anche provinciale, ma il territorio è nostro, e nostri, della Val Bormida ma anche del Basso Piemonte, anche se mi pare che altri sindaci sottovalutino il problema, sono gli automobilisti che vengono multati e che chiedono a noi spiegazioni». Il fatto, poi, come è emerso da uno scambio interno di mail, che un dirigente della Provincia solleciti gli addetti alla riscossione ad affrettare i tempi per soddisfare il budget prefissato, fondamentale per sostenere economicamente l’ente, conferma l’ipotesi che la Provincia usi gli autovelox come bancomat. E i “correntisti” che devono provvedere al mantenimento di quell’ente sono, ancora una volta, i cittadini, con un dazio medievale camuffatto da sicurezza.
Del resto, le domande senza risposta del sindaco Molinaro non paiono così astruse o strumentali. Sottolinea, il primo cittadino: «Vorrei conoscere la scheda tecnica degli autovelox; capire perchè si siano piazzati in quei punti, con particolare perplessità per quello in direzione San Giuseppe in fondo alla discesa (dove non ci sono nemmeno più case, ma, vista la discesa, è più facile, semplicemente per distrazione, incappare nello sforamento del limite); sapere chi e come ne cura la manutenzione visto che sono attivi 24 ore su 24; quante multe sono state elevate e qual’è la velocità dei trasgressori (perchè se si evidenziasse che la media delle multe colpisce chi sfora di poco il limite si paleserebbe la funzione non preventiva o di sicurezza, ma semplicemente di bancomat dell’autovelox);  come mai è stato spostato, allungando il tratto sotto osservazione, un limite di velocità di 50 km/h verso una zona dove non vi è nulla. Ma anche come mai non ci siano stati interventi strutturali da parte della Provincia, vedi dossi dissuasori, marciapiedi, semafori automatici, per rispondere alla sacrosanta richiesta di sicurezza da parte dei residenti, rispondendo che non vi sono soldi, ma spendendo, però, 1,6 milioni di euro per Cadibona. Ho chiesto più volte un incontro con il presidente Monica Giuliano, e se vuole sono anche disposto ad un’assemblea pubblica con lei, ma non ho ancora avuto risposte».

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