Amarcord: La storia della Cairese attraverso i campi da gioco

Una città, una squadra di calcio dal 1919, e sei campi da gioco, su questi terreni, prima in terra battuta poi in erba, la storia della Cairese ha percorso quasi cento anni e nel 2019 nell’anno del centenario, alcuni protagonisti di un tempo saranno la testimonianza di questa società nella quale molti giovani locali hanno giocato. E l’avventura iniziò nel lontano 1919 nella “ghiaia” di Piazza della Vittoria, la cinta, era costituita da una corda con due rudimentali porte in legno… spesso succedeva che il pallone rompeva i vetri delle case che davano sulla piazza. Nel 1925 per un breve periodo la squadra giocò in un piccolo campo di fronte al cimitero. Nel 1926 alla Borgata dei Domeniconi si giocava nel campo degli “aneti”, l’ingresso era a offerta, con porte in legno e fondo irregolare. Ma il primo campo “federale” fu il campo della “Cabina Negri”, nel quale dal 1938, inaugurato dalla Marchesina “Raggio”, la squadra gialloblù iniziò veri e propri campionati sia provinciali che regionali; affluivano molti spettatori e l’ingresso era si 1 o 2 lire. Ma veniamo alla fine degli anni ’30, quando la famiglia Cambiaso donò il terreno del “Lionello Rizzo” (che metà apparteneva alla Marchesa De Mari). La donazione gratuita del terreno, avvenne tramite l’intervento di un influente personaggio politico. Fu molto laborioso l’intervento per preparare il fondo, furono realizzati degli spogliatoi in legno, dopo sostituiti da quelli in muratura, successivamente la copertura della gradinata in cemento fu realizzata dalla impresa “Simi” di Baccino e Macciò nel 1971. Questo è stato ed è ancora lo storico campo della Cairese fino al 1984/85, nel 1981 sotto la presidenza di Cesare Brin, fu realizzato il manto erboso, ancor oggi ottimamente tenuto. E’ stato il campo delle mitiche e grandi vittorie dal 1980 al 1985 della stupenda “cavalcata” della squadra gialloblù. Oggi ci giocano sia l’Aurora che la Cairese e all’occorrenza le squadre giovanili. Ma nel 1985 con la promozione in serie C fu inaugurato il moderno polisportivo in località Vesima, poi intitolato alla memoria del dott. Cesare Brin. E’ ancor oggi un impianto di alto livello con il fondo principale in erba, molto ben curata, e il campo attiguo in sintetico per l’attività giovanile. Intorno al terreno del Vesima vi sono la tribuna coperta e scoperta e di fronte una capiente gradinata. Intorno al terreno di gioco una bella pista di atletica sulla quale si possono disputare manifestazioni di livello interregionale. Questo è lo stadio dove di solito gioca la prima squadra gialloblù, con in alternativa il “Rizzo”. E’ stato un campo nel quale la prima sfida fu il derby di Coppa Italia contro il Savona nel quale, in una sfida memorabile, vinse 2-1, di fronte a migliaia di spettatori. E la storia della società e della squadra gialloblù continua con passione ed entusiasmo con ottimi risultati, mentre si avvicina il “mitico” traguardo dei cento anni dalla sua Fondazione, e il giusto coronamento di tanti sacrifici sarebbe il ritorno della squadra in Eccellenza. Staremo a vedere. Ma val la pena provarci.

Giorgio Crocco

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