Altare, Cairo e Millesimo: cinema “dal basso” per rilanciare la cultura in Valle

Paese che vai, cinema che trovi. Tornano i proiettori in Valle, grazie alla “Primavera” dei piccoli cinema locali. Non ultima l’idea di Fulvio Briano, sindaco di Cairo Montenotte e segretario provinciale del PD, che ha proposto di adibire il teatro di Palazzo di Città anche a sala cinematografica:«Il digitale ha aperto le porte ai cinema di paese. Oggi allestire una sala è molto più semplice , ed il volontariato è il cuore pulsante. I cittadini e le famiglie cairesi in primis hanno espresso la chiara volontà di avere un proprio cinema. Il Comune di Cairo ha un tesoretto di 40 mila € per l’acquisto del materiale: questi fondi ci permetteranno di procurarci il proiettore, lo schermo e l’impianto stereo. Si tratta di un forte investimento nel teatro e nella cultura della città. L’impianto impreziosirà Palazzo Città, ricoprirà il ruolo di nuovo punto d’incontro sociale a Cairo e, cosa più importante, sarà a completa disposizione delle scuole». Un’ idea, un obiettivo di spessore, una scommessa, che in Valle vanta già alcuni esempi di successo, come la recente riapertura, grazie alla parrocchia di Millesimo, del “Cine Lux”. «Un trionfo straordinario ed oltre ogni previsione» , lo definisce Andrea Manconi, assessore alle Attività Culturali del comune di Millesimo, rimarcando il ruolo decisivo svolto dalla cittadinanza :«La rinascita del “Lux” è stata il culmine di un vero e proprio moto popolare : ognuno di noi millesimesi ha speso una piccola parte del suo tempo per renderla possibile. Ha una valenza sociale enorme: finalmente abbiamo aperto uno spazio in cui le persone possano frequentarsi, vedersi, chiacchierare; il grande affiatamento che c’è tra i volontari tende a contagiare il pubblico, e il cinema assume quasi i contorni di una grande famiglia. In quelle sale si respira entusiasmo. Tant’è che l’afflusso di persone è sempre più consistente , ed anche le richieste di collaborazione su base volontaria continuano a crescere. L’affetto dei millesimesi si percepisce ogni volta di più. E’ ciò che ci spinge ad andare avanti. Forse non potremo competere con le multisale, ma i piccoli cinema vanno oltre il semplice “andare a vedere un film”. Qui non si vedono persone solo in occasione dei grandi blockbuster, dei film “di nome”, ma anche e soprattutto c’è grande partecipazione per le proiezioni meno note e persino per quelle locali, come “vita da M..iliti”. E’ il segnale di una città viva e coesa. Uno speciale ringraziamento a Don Novera, che con la sua esperienza , già sperimentata a Ceva, ha saputo creare questo team. Che Cairo stia “entrando nel club” delle sale locali non mi sorprende e non fa che infondermi ulteriore entusiasmo: noi, Cairo ed Altare abbiamo la possibilità di fare rete comune e regalare ai valbormidesi una nuova stagione fatta di cinema, spettacolo e tanta , tanta amicizia». Questa energia positiva si è diffusa sino ad Altare, che il cinema di paese lo ha da diciotto anni a questa parte e che vede il suo punto di riferimento in Don Paolo Cirio:«I cine locali stanno rivivendo perché la domanda è fortissima: i nostri paesi sono stracolmi di persone pronte a colmare di affetto e partecipazione un luogo di ritrovo e svago che ha avuto la tendenza a scomparire negli ultimi decenni. Le sale cinematografiche ci danno anche l’opportunità di rilanciare un po’ di sano dibattito tra le persone. In questo senso sono in procinto di riproporre “Zootropolis”, che mi ha dato particolari spunti su cui vorrei far riflettere i bambini. Il riemergere di realtà come la nostra nel resto della Valle non può che riportarmi il sorriso. Tutti insieme potremo percorrere una strada di convergenza e solidarietà, che ci permetterà di sopravvivere alle grandi multisale e di valorizzare i rapporti sociali delle nostre cittadine. Quando ero a Nairobi, con l’associazione “World Friends”, avevo organizzato un festival del cinema nelle baraccopoli. Con lo stesso spirito è nei miei sogni la realizzazione di un Festival in Valbormida, per confermarlo una volta per tutte: i cinema di paese sono tornati».

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