Alberto Cirio e Angelo Vaccarezza per la Festa del Tartufo di Millesimo

La Festa Nazionale del Tartufo di Millesimo è ufficialmente entrata a far parte delle iniziative a carattere nazionale riconosciute dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il quale ha concesso per l’edizione del prossimo settembre, la ventiquattresima, il proprio patrocinio. Il riconoscimento qualifica la festa millesimese nella cerchia di manifestazioni che in passato hanno ottenuto il patrocinio ministeriale in seguito a specifica richiesta da parte dell’ente interessato, tra le quali la Festa Internazione del Tartufo Bianco di Alba e la Fiera Nazionale del Marrone di Cuneo. Sulle tematiche del tartufo e del suo commercio sarà inoltre incentrato l’appuntamento fissato per il prossimo venerdì 8 luglio alle ore 20:30, presso la Sala Consiliare del Comune di Millesimo, alla presenza dell’europarlamentare Alberto Cirio e del consigliere regionale Angelo Vaccarezza, i quali incontreranno i tartufai della Valbomida e gli operatori del settore per esporre i contenuti dell’emendamento del Governo che recepisce la sollecitazione dell’UE ad adeguare la normativa interna agli standard internazionali. «Lo scopo dell’incontro è duplice,» dichiara Maurizio Bazzano, presidente dell’Associazione Tartufai e Tartuficoltori Liguri, «in primis illustrare i punti salienti dell’emendamento nonché tutti i risvolti pratici che gli stessi implicano, in secondo luogo raccogliere suggerimenti su ciò che potrebbe essere inserito nella prossima Legge Finanziaria relativamente a questo specifico campo. Si affronteranno temi quali l’adozione di eventuali soglie di esenzione per i raccoglitori, le modalità di tracciabilità, di certificazioni e di molto altro ancora. Invitiamo chiunque sia interessato all’argomento a partecipare.»
L’emendamento che verrà presentato cambierà in modo rilevante il mercato del pregiato tubero, in particolare per ciò che concerne la fiscalità: dal primo gennaio 2017 il tartufo sarà venduto applicandovi un’aliquota IVA al 10%, anziché l’attuale 22%, e verrà detto addio all’autofattura anonima, imponendo una precisa identificazione del cavatore e della provenienza del tartufo.

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