A Piana Crixia saranno i migranti a “cantare le uova”?

Saranno i migranti a “cantare le uova a Piana Crixia?” Non sia sa ancora se il progetto andrà in porto quest’anno, ma l’idea è chiara: solo attraverso la conoscenza della lingua e attraverso la condivisione delle tradizioni sarà possibile una vera integrazione. “Siamo stati contattati da un gruppo di cittadini” raccontano dall’associazione culturale Teatro Cantiere e continuano: “per cercare di fare qualcosa insieme per aiutare l’inclusione sociale di ragazzi ospiti a Piana. Credo che si siano rivolti a noi perché, nella nostra filosofia artistica, è chiara la volontà di incontrarsi e di comunicare con gli “altri”, tutti gli altri indipendentemente dal colore della pelle. Per ora stiamo predisponendo momenti di incontro, di scambio, di festa in cui sia possibile scambiare esperienze, musiche, conoscenze e tradizioni. Abbiano notato che, dopo un primo momento di diffidenza, le persone piano piano si lasciano andare e iniziano a condividere, trasformando presto la diffidenza in curiosità”. E il canto delle uova? “È il modo di cercare una relazione informale, paritaria, a cui si partecipa se lo si desidera in modo da rendere i ragazzi parte integrante della comunità uscendo un pochino dalla logica della “ricezione passiva” di beni e servizi. La loro percezione dovrebbe essere: “Non lo fai per me, ma lo faccio con te”. Alcuni cittadini pianesi, per loro libera iniziativa, hanno predisposto corsi di lingua italiana a cui i “migranti” partecipano con entusiasmo. Come a dire: il fenomeno esiste ed è carico di tensioni e criticità, cosa possiamo fare per aiutare l’integrazione?

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